Templari
o Ordine del Tempio
Un
intreccio di storia, leggenda e mistero
di Ercolina
Milanesi
Ordine
religioso-militare, fondato nel 1119 dal Francese Hugo de Payns. Ebbe
sede presso la località di Gerusalemme, dove sorgeva
l’antico Tempio. Sorto per la difesa dei pellegrini in Terra
Santa e per sostegno del Regno Latino di Gerusalemme,
incontrò
il favore di San Bernardo, che scrisse una famosa lettera sui doveri di
questa milizia. La regola fu approvata nel Concilio di Troyes (1128) e
poi da Innocenzo II. Il reclutamento avveniva soprattutto fra la
nobiltà europea (con prevalenza dei Francesi); i membri
erano
divisi in cavalieri laici con voti religiosi e in cappellani sacerdoti;
a capo dell’Ordine vi era un Gran Maestro. La divisa era
costituita da un mantello bianco con croce rossa sul petto.
L’Ordine del Tempio presentava
grandi analogie
con quello dei Cavalieri Gerosolimitani Ospedalieri di San Giovanni, a
fianco dei quali combatté gloriose battaglie per la difesa
del
Santo Sepolcro e della Terra Santa. Se l’Ordine del Tempio
era
sorto come Ordine soprattutto di combattimento, ebbe anche
attività e funzioni ospedaliere nelle sue molte
«domus» sparse in tutta Europa e particolarmente
nelle
città sulle grandi strade di traffico. Per il vasto favore
da
parte delle popolazioni i Templari crebbero rapidamente di numero,
così da rendere l’Ordine del Tempio, nel corso del
Duecento, una delle forze più cospicue del mondo medioevale
dal
punto di vista politico, militare e finanziario, anche per i servizi
bancari tra i potentati europei e la Terra Santa.
Questa potenza, temibile ai nuovi Stati
e
soprattutto alla Francia monarchica, un certo rilassamento morale,
l’ormai decaduta funzione militare stante il progressivo
ritiro
delle forze cristiane dall’Oriente (soprattutto dopo la
caduta di
San Giovanni d’Acri nel 1291), causarono la rovina
dell’Ordine che i Pontefici non intendevano più
proteggere, anche per una certa indisciplina e per la tendenza ad
estendere le sue immunità, che provocarono spesso conflitti
giurisdizionali.
Fu così impostata la lotta,
promossa e
condotta spietatamente dal Re di Francia Filippo il Bello, lotta che
culminò con il famoso e scandaloso processo per eresia e
immoralità.
Vari interessi economici (desiderio di
impossessarsi
dei ricchi beni dei Templari e di togliere loro certi monopoli di
natura finanziaria), politici (debellare la potenza di una aristocrazia
guerriera, indipendente di fronte all’assolutismo regio e
alla
nuova borghesia funzionaria statale), religiosi (esercitare un
più attento controllo su Ordini che ormai, esaurita la
funzione
militare, o entravano nell’alveo disciplinare strettamente
religioso o dovevano scomparire o trasformarsi), varie cupidigie
individuali, fecero sì che la sentenza fosse pronunciata
ancor
prima di tener conto delle giustificazioni e delle prove addotte a loro
favore. Il Pontefice Clemente non si oppose alla soppressione, che
avvenne dopo la convocazione del Concilio di Vienne (1311).
Anche questo fatto fu un indice della
supremazia che
la Francia riusciva ormai a esercitare nei rapporti con la Chiesa. In
Francia, dove con un tranello fu arrestato nel 1308 e poi bruciato sul
rogo il Gran Maestro Jacques de Molay, il processo fu istruito dalle
autorità governative e si concluse con la condanna dei
Cavalieri
come eretici e con la loro distruzione.
In Inghilterra, in Italia, in Spagna
essi furono
sostanzialmente dichiarati innocenti dalle accuse loro rivolte, ma
ciò non li salvò dalla soppressione come Ordine.
I loro beni furono confiscati e
attribuiti, in
Italia, al rivale Ordine degli Ospedalieri che mentre continuava a
Cipro, a Rodi e nell’Egeo la difesa militare degli interessi
della Cattolicità in Oriente, sviluppava straordinariamente
la
propria potenza anche in Europa, attraverso il progressivo estendersi
delle sue case.
I Templari erano profondi
nell’esoterismo,
è grazie alla loro influenza che la setta catara degli
albigesi,
«divenne essenzialmente un movimento sufi, con una concezione
dell’uomo plasmata in tutto e per tutto sul modello ideale
del
Pir e cioè delle sette sufi. Inoltre il potere magico da
essi
attribuito al Sacro Graal (il vaso utilizzato da Gesù per
l’Ultima Cena e nel quale sarebbe stato raccolto il suo
sangue)
eguagliava perfettamente quello attribuito al Khidr, e cioè
al
verde manto fiammeggiante del paradiso sufi. Analoghe ancora a quelle
sufi furono le teorie catare sulla creazione di una società
di
tipo teocratico…».
Vi sono ancora occulti e indecifrabili
segreti.
Enigmi irrisolti come quello relativo al favoloso tesoro dei Templari.
Essi avevano raggiunto una grande ricchezza, si mormorava che
praticassero l’arte dell’alchimia. Nello scorso
secolo una
strabiliante scoperta diede maggiore credito a questa ipotesi; furono
trovati, dove avevano sede due importanti commende
dell’Ordine,
in Borgogna, ad Essarois, e in Toscana, a Volterra, due antichi piccoli
scrigni, illustrati con figure e simboli alchemici. Lo studioso Von
Hammer affermò che gli scrigni erano senza dubbio di origine
templare. Un’altra eccezionale scoperta la si deve a Theodor
Mertzdorff, insigne studioso tedesco che, nel 1877, diede alle stampe
un documento templare, ritrovato ad Amburgo, che raccoglieva una serie
di regole. Ecco che cosa dice l’articolo 19:
«È
fatto divieto, nelle commende, in cui tutti i fratelli non sono degli
eletti o dei consolati, di lavorare alcune materie mediante la scienza
filosofale, e quindi di trasmutare i metalli vili in oro o in argento.
Ciò sarà intrapreso soltanto in luoghi nascosti e
in
segreto».
Si racconta che l’ultimo Gran
Maestro de Molay
scelse il villaggio francese di Arginy per far nascondere il
«tesoro» dell’Ordine da due cavalieri.
Arginy negli
oscuri sotterranei del suo castello, che poggia sopra una ragnatela di
gallerie segrete, che Daniel Réju descrive, «deve
celare
qualcosa di inimmaginabile». La «Torre delle Otto
Bellezze», anche detta la «Torre
dell’Alchimia»
per i misteriosi segni magici e simboli alchemici disegnati su quei
mattoni, è la costruzione più antica del castello
e fu
oggetto di lunghe visite di studiosi ed esoteristi, tra cui due
personaggi d’eccezione, Eugéne Canseliet e Armand
Barbault.
Che cosa questi alchimisti trovarono o
decifrarono
non fu detto. Il favoloso «tesoro» dei Templari
rimane
ancora un mistero insoluto o potrebbe aver ragione André
Douzet
quando scrive: «Forse l’autore francese Robert
Charroux
trovò la chiave quando decifrò questo passaggio
dal libro
di Breyer»: la conoscenza di misteri sublimi e oltremodo
pericolosi se ancora oggi sono sigillati in un fitto
«segreto». È un segreto inviolabile che
sembra
riecheggiare le parole di Ja’far Sadiq (ob. 148/765):
«La
nostra causa è un segreto velato in un segreto, il segreto
di
qualcosa che rimane velato, un segreto che solo un altro segreto
può insegnare: è un segreto su un segreto che si
appaga
di un segreto».
I
Templari oggi
La Storia ci insegna che l’Ordine venne soppresso nel 1312
con la Bolla Pontificia
(Clemente V), e che l’ultimo Gran Maestro morì sul
rogo a
Parigi nel 1314. Dopodiché, i Templari sopravvissuti ebbero
varie strade, a seconda dei contesti europei (chi entrò in
altri
Ordini come quello Cistercense, o tra le fila dei Cavalieri di Malta,
di Calatrava, eccetera) e della protezione o repressione operata nei
loro confronti dai rispettivi regnanti del tempo. Per molti secoli, non
si parlò più di loro, almeno così
sembra. Ma oggi,
sia all’estero che in Italia, sono diversi i gruppi che si
sono
ricostituiti, vantando o meno un’ascendenza storicamente
accertata. Nella sezione dedicata al Tempio di Parigi,
l’elenco
è davvero lunghissimo! Soltanto in Italia, stando alle
cronache,
esisterebbero quaranta diversi Ordini Templari, e naturalmente ciascuno
sostiene di essere l’originale... Sono in ogni regione:
Veneto,
Liguria, la cui precettoria è costituita da quattro Commende
(Genova, Savona, Imperia e La Spezia, divise in Capitanerie), Piemonte,
Campania, Abruzzo, Molise e città come Bolzano, Alghero,
Cagliari e Parma. Vi sono la Magione Templare di Poggibonsi (Siena) e
l’Ordo Militiae Templi, l’unico ad aver ottenuto un
riconoscimento canonico ufficiale dalla Chiesa Cattolica; a Perugia si
trova il S.O.E.T. (Supernus Ordo Equester Templi), i Cavalieri Templari
Cattolici d’Italia.
Ricordiamo che la «Milizia del
Tempio»
di Poggibonsi è l’unico Ordine cavalleresco ad
avere
ottenuto un riconoscimento ufficiale della Chiesa Cattolica. Ha
ricevuto un decreto di erezione canonica firmato l’8
settembre
1988 dal Vescovo di Siena, monsignor Ismaele Castellano;
l’atto
della Diocesi di Siena ha valore canonico.
Il Vaticano tutela ufficialmente solo
l’Ordine
dei Cavalieri di Malta e i Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Nel 1989 la Santa Sede ha concesso le
indulgenze
plenarie per chi visita «devotamente» la chiesa in
determinati giorni dell’anno o tutti i giorni se fatto
comunitariamente (le indulgenze riguardano ovviamente anche tutti i
membri dell’Ordine Militiae Templi). Il 18 novembre 1990 la
Milizia del Tempio di Poggibonsi ha ottenuto l’approvazione
della
Regola dal Vescovo di Siena, monsignor Gaetano Bonicelli.
L’Ordine di Poggibonsi è attestato nel nono volume
del Dizionario degli
Istituti di Perfezione
(Edizioni Paoline, 1997). Paradossalmente, questa Milizia è
osteggiata dalla Segreteria di Stato Vaticana perché pratica
una
liturgia preconciliare, con la Santa Messa tridentina in latino.
Ai Cavalieri professi, viene conferito
un abito
bianco, comprendente la tunica, lo scapolare con la croce ottagona
rossa sul petto (e sulla spalla sinistra), il mantello con cappuccio. I
Cavalieri in Obbedienza indossano un mantello senza cappuccio, con la
croce ottagona rossa sulla spalla sinistra.
Le Dame portano un velo bianco con il
solo braccio orizzontale della croce patente.
I Cappellani portano una mozzetta bianca
filettata
di rosso e i bottoni rossi (la croce ottagona rossa sulla parte
anteriore sinistra).
Ai Novizi è permesso vestire
di una sola tunica bianca.
La Regola seguita è
sinteticamente quella
ispirata da San Bernardo: fare voti di castità, obbedienza,
distacco dai beni materiali; recitare quotidianamente il Rosario, fare
opere di assistenza a tutti i bisognosi; ascoltare la Parola di Dio e
dedicarsi frequentemente alla preghiera.
Il fondatore della Milizia Templare di
Poggibonsi,
il conte Marcello Cristofani, ha dichiarato che non
c’è
nessun richiamo a sette segrete o fantomatici misteri o
quant’altro, alla base del suo progetto. E nemmeno pretende
di
vantare una discendenza diretta dall’antico Ordine Templare.
Nel
1977 decise di acquistare il Castello della Magione, che nei secoli
precedenti era appartenuto alla sua famiglia, per trasformarlo in un
centro per i giovani locali. Analizzando i documenti, dice, si
è
accorto che il luogo era appartenuto ai Templari e pensò di
ispirarsi a loro per il suo progetto. Nel 1979 venne riconosciuta
civilmente la Milizia del Tempio con decreto del presidente della
Regione Toscana. Uno degli scopi principali che si prefigge la Milizia
oggi, ribadisce il suo Gran Maestro, è di combattere la
scristianizzazione, aprendo gli occhi ai buonisti occidentali, e come
Ordine sta raccogliendo fondi anche per i Cristiani di Terrasanta, che
sono ridotti al lumicino. Un altro punto fermo è la
conservazione del rito tridentino. In un’intervista che
rilasciò a «Il Giornale» si dichiarava
pronto a
usare anche la spada contro quello che ritiene uno dei pericoli
più temibili, l’Islam.
Rinascita
contemporanea
Negli ultimi anni, in Europa e negli Stati Uniti, in coincidenza con il
crollo del muro di Berlino (1989), si sta assistendo ad un fenomeno di
ampio spettro denominato neotemplarismo, che si muove sotto le sigle di
neo Ordini cavallereschi, accomunati da una religiosità di
fondo. I più noti portano l’acronimo francese
Osmtj, o
latino Osmth, o inglese Smotj. Questi acronimi significano tutti
«sovrano e militare Ordine del Tempio di
Gerusalemme», per
quanto non siano Ordini né sovrani né militari.
Nella rinascita templare contemporanea
l’orientamento prevalente è un sincretismo che
riadatta ai
tempi moderni, in chiave New Age, l’antico esoterismo
templare
medievale, che fondeva insieme Cristianesimo, dottrine catare,
religione celtica, egiziana, zoroastrismo e molte altre. I Templari
fecero propria questa miscellanea di culture ed elementi religiosi, con
una visione che esaltava tutte le differenze in modo sincretistico e
tollerante. Alcuni neotemplaristi moderni, pochi per fortuna, hanno
fatto di questo sincretismo pacifico una Weltanschauung (una visione
del mondo) che puntava invece ad annullare le differenze e che si
associava anche a ideologie eversive di stampo nazista e comunista. In
questo senso, pretesero di fondare un movimento, che aveva nel sufismo
il suo significato totalizzante. L’esempio più
grave si
ebbe con l’Ordine del Tempio Solare dei guru Luc Jouret e
Joseph
Di Mambro, che, nel 1994, causarono suicidi collettivi di massa dei
loro adepti in Canada e Svizzera, come forse molti ricordano. In questo
caso, l’uso del nome dei Templari fu solo una copertura per
nascondere attività illecite. Non è un caso che
Jouret
avesse un passato di extraparlamentare comunista in Francia, mentre Di
Mambro era un neonazista dichiarato.
Il neotemplarismo nacque, tuttavia,
molto prima, nel
1804, quando un medico francese di nome Fabrè Palaprat
dichiarò di aver trovato un documento segreto chiamato Carta di Larmenio,
nella quale il Maestro De Molay dava indicazioni ai suoi successori
sulla guida dell’Ordine del Tempio e della Maestranza, e
ricostituì un Ordine Templare. Presto, questo neo Ordine,
denominato Osmtj, ebbe l’appoggio incondizionato di Napoleone
Bonaparte prima e di suo nipote Napoleone III poi, che intendevano
contrapporlo agli Ordini cavallereschi e religiosi riconosciuti dalla
Santa Sede.
Organizzati
come i Lions Clubs
L’Osmtj cominciò a diffondersi in Europa grazie ad
alcune
affiliazioni mirate di militari e nobili di alto rango, appartenenti
alla Massoneria. Non è un caso che la maggior parte degli
attuali membri di queste miriadi di associazioni, che sono nate come
gemmazioni dall’originale Ordine di Palaprat, appartenga a
rami
della Massoneria regolare e non. Oggi, in Italia, molte sono le
associazioni che si rifanno all’Osmtj originale e ognuna di
queste andrebbe analizzata singolarmente. In ogni caso, il modello che
viene generalmente adottato, per quello che si può carpire
dall’esterno, è quello dei Lions Clubs, in cui
prevale un
associazionismo conviviale tra i membri, che si riuniscono portando il
bianco mantello templare con la croce rossa sbavata in modo
folkloristico. Talvolta, alcune associazioni si dedicano ad
attività benefiche e caritatevoli.
Tra queste, le più importanti
sono
l’Osmth di Osservanza Atlantica che, grazie ad un lavorio di
lobby americana, è riuscito ad accreditarsi, nel maggio
2002,
come Organizzazione Non Governativa all’ONU, presso il
comitato
Ecosoc, deputato alla risoluzione dei problemi umanitari su scala
planetaria. Vi sono poi l’Osmth-Osservanza Portoghese guidato
dal
principe Sousa Fontes; l’Osmth-Gruppo Haimovici, guidato dal
famoso chirurgo osseo nizzardo Haimovici-Hastier e dal Romano Romolo
Lucioli; il Smtho-Osservanza Brasiliana guidato da Rocco Zingaro di San
Ferdinando e dalla moglie Maria Lo Mastro; l’Osmtj-Osservanza
Belga dell’architetto Van Der Stock e del giornalista
triestino
Walter Grandis; l’Osmtj-Svizzero di Alfred Zappelli;
l’Omcth-Tedesco e molte altre obbedienze od osservanze.
Tutte queste associazioni sono in forte
concorrenza
tra loro e si moltiplicano ad un ritmo forsennato, a causa delle
continue fuoriuscite di gruppi di cavalieri che vanno a fondare nuovi
Ordini. Inoltre, tutte aspirano inutilmente ad un riconoscimento dalla
Santa Sede che, dopo la soppressione dell’Ordine, non
è
mai più tornata sui suoi passi e mai lo farà.
Legati
alla Massoneria
Da un lato, alcuni studiosi pensano (forse maliziosamente) che questi
«cavalieri» vorrebbero sfruttare il prestigio della
Chiesa
per gestire un qualche potere; dall’altro, è
chiaro che la
Chiesa non potrà mai accogliere gruppi neotemplari al suo
interno, poiché vede già nella Massoneria
l’erede
della cultura templare, già condannata.
Queste associazioni neotemplari si
trovano
così tra l’incudine e il martello, non essendo
accettate
né dalla Chiesa né dalla Massoneria, che ha
già al
suo interno rituali che si richiamano ai Templari e al sincretismo.
Quanto il templarismo sia legato alla Massoneria è poi
dimostrato dall’antica Massoneria Scozzese, fautrice
dell’indipendenza della Scozia fin dal 1324, quando, nella
battaglia di Bannockburn, i Templari combatterono a fianco di Robert
Bruce contro le truppe inglesi di Edoardo I, sconfiggendole sul campo.
Questa vittoria permise ai Templari di essere inseriti nelle
corporazioni muratorie scozzesi, le stesse che, nel 1450, eressero la
cappella di Rosslyn, nei pressi di Edimburgo.
La cappella di Rosslyn (visitabile
ancora oggi)
è la summa di questa tradizione sincretista; al suo interno
ci
sono infatti simboli massonici, templari, celtici, pagani e orientali.
La templarità non
è una ideologia,
è un sentire profondo, svincolato
dall’appartenenza a
gruppi e associazioni contingenti, che trova nell’origine
della
tradizione europea il suo sostentamento. La templarità
è
un’aspirazione individuale ad essere cavalieri senza macchia
e
senza paura, a difendere i bisognosi e a combattere per ciò
in
cui si crede.
(maggio 2012)