Finlandia,
Paese dei mille laghi
Cronache,
appunti, riflessioni su di un Paese moderno, abitato da un popolo
intelligente e industrioso
di Ercolina
Milanesi
Lunedì
2 agosto 2010, ore 10 del mattino, la sala imbarchi
dell’aeroporto di Malpensa è stracolma di
vacanzieri,
specialmente giovani muniti di zaini e sacchi a pelo in procinto di
partire per varie mete mediterranee, capitali europee ed extraeuropee.
Mi avvio verso l’area 9 dove
verranno
accettati i bagagli del volo Finnair per Helsinki, previsto per le ore
11 e 30.
Nonostante l’elevato flusso di
persone, le
operazioni, incluse quelle di controllo di polizia, si svolgono in modo
snello e senza intoppi.
Una sosta per un cappuccio e una
brioche, uno
sguardo alle vetrine del duty-free, l’acquisto di una rivista
e
mi avvio verso la porta 25 dell’area A per
l’imbarco, cosa
che avviene puntualmente alle ore 11.
L’aereo, un Airbus 319 con
circa 140 persone a
bordo, è pieno, non c’è un posto
libero. Un
contrattempo tecnico ci fa ritardare il decollo di circa
mezz’ora. A mezzogiorno, infine, partiamo.
Dopo il decollo il comandante e
l’equipaggio
ci danno il benvenuto a bordo e ci informano che il volo
durerà
circa 2 ore e 40 minuti. La rotta prevede di volare in direzione Est
verso il Lago di Garda, dopodiché in direzione Nord
sorvolando
Innsbruck, la Baviera Orientale, Praga, Danzica, la costa baltica,
Tallinn ed infine l’arrivo all’aeroporto di
Helsinki-Vantaa.
A mezz’ora dal decollo il
personale di bordo
distribuisce un panino caldo, una bibita non alcolica a richiesta (le
bevande alcoliche si pagano), the o caffè.
La Finnair avvisa che dal 1°
luglio 2010 i voli
al di sotto delle 4 ore di durata non prevedono un pasto caldo cucinato
come avveniva in precedenza, ma si ha diritto solo ad uno
«snack» (sempre in nome del risparmio). La cosa mi
delude
un po’, ma pazienza!
Sono seduta ad un posto corridoio, alla
mia destra
due signore in pensione di Monza che rimarranno ad Helsinki per due
giorni dopodiché ripartiranno per Ivalo in aereo
(all’estremo Nord della Lapponia Finlandese, oltre il Circolo
Polare Artico) e da lì, in pullman, a Kirkenes (estremo Nord
della Norvegia, sul confine russo), da dove si imbarcheranno su una
nave per una crociera nei fiordi norvegesi che terminerà a
Copenhagen in Danimarca. Durata: 15 giorni.
Beate loro! Io ho solo cinque giorni a
disposizione
per visitare quanto più possibile di un Paese che mi ha
sempre
incuriosita.
Tra una chiacchiera e l’altra
il tempo vola,
l’aereo inizia ad abbassarsi di quota, il comandante annuncia
che
entro 15 minuti atterreremo. Il tempo a Helsinki è ottimo,
la
temperatura al suolo è di 29 gradi. Atterrati e sbarcati
senza
problemi, mi accingo a ritirare il bagaglio sul nastro della sala
arrivi. Sono le ore 14 e 40 ora italiana ma in Finlandia, per via del
fuso orario, sono le 15 e 40.
Esco e finalmente trovo il signor Veikko
Haverinen,
signore finlandese di 68 anni, in pensione, ex dirigente di una
società commerciale che distribuisce pezzi di ricambio per
officine meccaniche.
Un gigante di un metro e novanta per 110
chilogrammi, che mi farà da autista e da accompagnatore,
assieme
alla moglie, nel mio breve tour
finlandese.
Lo conobbi anni fa sul Lago Maggiore
dove veniva nel
mese di luglio a trascorrere le vacanze estive con la sua consorte. I
coniugi Haverinen hanno due figli, uno di 42 anni che è
ufficiale nell’esercito finlandese ed una figlia di 36 anni
insegnante di scuola media, entrambi sposati ma che abitano uno nella
città di Hamina e l’altra a Tampere.
Dopo i saluti ed il rituale
«Tervetuloa
Suomi» («Benvenuta in Finlandia»), mi
accompagna
all’auto e dopo aver caricato i bagagli ci dirigiamo verso
casa
sua, un piccolo paesino a circa 60 chilometri a Nord di Helsinki.
All’arrivo la moglie Helena mi abbraccia e mi invita a
sedermi in
giardino, un meraviglioso spazio verde ben curato, cinto di fiori e di
betulle, per bere qualcosa di fresco.
Sono ospite in casa loro, una villetta
molto carina,
in parte in muratura e in parte in legno, a due piani, arredata con
gusto e calore, forse per sdrammatizzare i lunghi mesi invernali. Lo
scorso inverno sono caduti 150 centimetri di neve e la temperatura
oscillò per oltre un mese fra i meno 15 e i meno 25 gradi.
Dopo essermi sistemata nella mia stanza
e dopo una
rapida doccia, scendo in giardino in attesa dell’ora di cena.
Lì cominciamo a parlare del
più e del
meno. Il dialogo avviene in inglese in quanto tentare un approccio con
la lingua finnica è un’impresa impossibile.
Volendo fare un raffronto con
l’Italia, chiedo
ai miei amici quanto spendono all’anno in luce, acqua, gas e
telefono. Mi fanno presente che in Finlandia, con la sola eccezione di
alcuni quartieri di Helsinki, nessuno usa il gas per riscaldarsi o per
cucinare. Tutti usano l’elettricità o la legna. La
Finlandia è un Paese autosufficiente dal punto di vista
energetico.
È in funzione una centrale
atomica e si sta
discutendo di costruirne un’altra. Le numerose centrali
idroelettriche fanno il resto. Gli Haverinen hanno fatto un contratto
con l’agenzia elettrica locale e pagano, ogni mese, per
dodici
mesi all’anno, 93 euro, quindi con poco più di
1.100 euro
annui si riscaldano e cucinano. Per quanto riguarda l’acqua
pagano una media di 45 euro ogni due mesi.
Decisamente meno caro che da noi. Per
quanto
concerne il telefono è difficile districarsi nel complesso
tariffario delle varie compagnie e non sono riuscita a dare una
valutazione precisa, ma credo che anche la bolletta telefonica sia meno
cara che da noi.
Chiedo loro a quanto ammonta in media
uno stipendio
di un operaio finlandese. Il minimo salariale è di 1.200
euro
mensili (dai quali il lavoratore deve detrarre dal 15 al 18%) ed un
contratto a termine non può superare i quattro mesi di
durata.
Un operaio metalmeccanico con dieci anni
di
esperienza guadagna 2.000/2.100 euro mensili (meno il 15-18% di imposta
a suo carico). Le tasse sui redditi sfiorano il 50%, ma
l’evasione fiscale è un fenomeno quasi
sconosciuto. In
pensione si va a 65 anni, sia uomini che donne. Ci si può
andare
anche a 62 o a 60 anni ma, in questo caso, la quota pensionistica
mensile si riduce in proporzione.
L’assistenza sanitaria
è di primordine,
sia per i malati che per gli anziani nelle case di riposo o a
domicilio. Il sistema sanitario finlandese ha uno dei più
alti
standard al mondo (assieme ai «colleghi» svedesi,
norvegesi
e danesi). La Finlandia, ad esempio, detiene il più basso
tasso
al mondo di mortalità infantile. Questo Paese ha anche altri
record: ha il tasso di alfabetizzazione del 100% ed è ai
primi
posti per il tasso d’acquisto di libri e quotidiani pro capite.
La scuola dell’obbligo inizia
all’età di 7 anni e prevede 9 anni di frequenza
divisi in
un primo ciclo di 6 anni ed un secondo ciclo di 3.
La scuola è totalmente
gratuita, gratuiti
sono i libri di testo e tutti gli accessori ed i materiali didattici,
gratuito è il pasto ed il trasporto per distanze superiori
ai
cinque chilometri.
In Finlandia vi sono ben venti
università,
gratuite in quanto gestite e finanziate dallo Stato.
L’accesso
avviene tramite un esame di selezione. In genere l’anno
scolastico termina a fine maggio ed inizia nella prima decade di
agosto. Il periodo delle ferie è luglio.
Politicamente la Finlandia è
una Repubblica
democratica a rappresentanza parlamentare con un sistema di governo
semi-presidenziale ed un sistema multipartitico. Il Primo Ministro
è una giovane donna di 42 anni, Mari Kiviniemi, del Partito
di
Centro. Il Presidente della Repubblica è una signora di 67
anni,
Tarja Halonen, del Partito Socialdemocratico.
La Finlandia acquisisce la propria
indipendenza il 6
dicembre 1917 dopo essere stata un granducato autonomo collegato
all’Impero Russo dal 1809 quando fu conquistata dallo Zar
Alessandro I.
Prima ancora fece parte del Regno di
Svezia per molti secoli.
Lo svedese è infatti la
seconda lingua parlata nel Paese, in particolare nella sua parte
orientale.
Molti nomi di città e paesi
sono indicati in doppia lingua: finlandese e svedese.
Qui qualche esempio:
NOME
FINLANDESE DELLA CITTÀ – NOME SVEDESE
Helsinki
– Helsingfors
Turku
– Abo
Pori
– Bjoerneborg
Tampere
– Tammerfors
Parainen
– Pargas
Pietarsaari
– Jakobstad
Kokkola
– Karleby
Dopo le vicissitudini della Seconda
Guerra Mondiale,
che ha visto la Finlandia simpatizzare per la Germania
nazionalsocialista in funzione anti-sovietica, tramite l’uomo
forte dell’epoca il Maresciallo Mannerheim, il Paese
entrò
a far parte dei Paesi dell’EFTA (European Free Trade
Association), ossia l’Associazione Europea di Libero Scambio,
fondata nel 1960 per quegli Stati (una decina) che per motivi politici
o strategici non potevano o non volevano entrare nella
Comunità
Economica Europea, come Svezia, Austria, Islanda, Norvegia e altri.
Oggi l’EFTA è obsoleta e non ha più
alcun valore
politico o commerciale.
La situazione politica finlandese, mi
dicono i
coniugi Haverinen, è stata spesso caratterizzata da
turbolenze
politiche interne anche se i giornali europei non ne hanno quasi mai
parlato. Il periodo di maggior stabilità fu durante il
governo
di Urho Kekkonen, del Partito di Centro, in carica dal 1956 al 1981,
considerato un vero e proprio padre della Nazione. Un politico che
seppe dare un decisivo impulso all’economia del Paese
restando
sapientemente in equilibrio tra Unione Sovietica e Occidente
filo-atlantico e facendo affari con entrambi.
Lasciamo questi discorsi di cultura
generale per
metterci a tavola. La signora Helena mi ha preparato un meraviglioso
salmone al forno con contorno di verdure e legumi vari, il tutto
innaffiato da un vino bianco australiano, di cui non ricordo il nome ma
ottimo. Per finire un dolce alla panna con frutti di bosco, un
caffè (beh, si fa per dire. Niente che assomigli al nostro
italico caffè!) e come digestivo un bicchierino di
Mesimarja,
liquore dolce fatto con lampone artico, una bacca che proviene da una
pianta arbustiva della famiglia delle rosacee.
Si sta facendo tardi, ma fuori
è ancora
chiaro. Non c’è più il cosiddetto
«sole a
mezzanotte» in quanto il periodo va da fine maggio a inizio
luglio, però non c’è ancora una vera e
propria
notte buia, almeno fino alla fine di settembre o agli inizi di ottobre.
Questo perché ci troviamo al Sud della Finlandia, mentre
all’estremo Nord il fenomeno è ancora visibile.
Dopo una notte tranquilla e di assoluto
riposo,
all’indomani partiamo per Helsinki, città che
sfiora i
600.000 abitanti, ma se aggiungiamo la cintura urbana composta dalle
città-satellite di Espoo e Vantaa si arriva a toccare il
milione
di persone, su una popolazione totale di circa 5.300.000 abitanti
sparsi su un territorio di circa 340.000 chilometri quadrati (circa il
15% più vasto dell’Italia).
È forse il Paese con la
più alta
concentrazione di laghi al mondo rispetto all’estensione del
suo
territorio. La superficie totale dei suoi laghi pare corrisponda alla
metà della superficie totale del Paese.
Helsinki è una
città pulita e ordinata
con molti spazi verdi. Il centro è moderno ma con la
presenza di
vecchi palazzi restaurati e chiese luterane. Il porto è una
delle zone più tipiche. Da lì partono enormi navi
che
effettuano crociere sul Baltico e sul Golfo di Botnia. Vi sono imbarchi
giornalieri su aliscafi e traghetti diretti a Tallinn, in Estonia ma
anche per i porti di Kiel, Travemuende e Lubecca in Germania.
A ridosso del porto vi è una
zona rinomata
per i suoi ristoranti, mentre la strada che dal porto rasentando la
costa va verso Ovest, attraversa una magnifica zona residenziale fatta
di ville color pastello e giardini fioriti che tolgono il fiato.
La città è
trafficata ma non è
caotica, le strade sono molto ampie e il traffico scorre in modo fluido.
A circa cinquanta chilometri ad Est
della capitale
attraversiamo Porvoo, una cittadina ridente nota per la sua parte
antica con vecchie case e chiese restaurate nello stile del XIX secolo.
Un centinaio di chilometri più avanti troviamo Hamina nota
per i
suoi concerti rock estivi che richiamano tantissimi giovani anche
dall’estero.
Ci dirigiamo per un altro centinaio di
chilometri
più ad Est, verso la città di Lappeenranta
(Villmanstrand
in svedese) a circa venti chilometri dal confine russo. Una ridente
cittadina di circa 70.000 abitanti su un meraviglioso lago, il cui nome
è Saimaa, dal quale, mi dicono, si può partire
con un
battello ed attraversando i numerosi laghi e canali navigabili si
arriva fino in territorio sovietico. Alloggiamo all’hotel
Scandic, a duecento metri dal lago.
Era uno snodo commerciale fin dal Medio
Evo. Fece
parte della Russia a partire dal 1743 e ritornò ad essere
finlandese solo nel 1917.
Monumenti da vedere sono una chiesa
ortodossa del
1785 posta su una collina dove sorgeva una fortezza che dominava il
lago, e una chiesa lappone del 1794.
La serata sul lago fu meravigliosa.
Battelli e velieri ancorati al porto e adibiti a ristoranti, bar e pub.
Un lungolago che si estendeva per oltre
un
chilometro con un’alta densità di piccoli
ristorantini.
Nella piazzetta del porto
un’orchestra che
suonava e tanta gente che si attardava godendosi questo caldo estivo un
po’ atipico per queste latitudini.
Ci fermiamo in un ristorante con
veranda. Ceniamo
all’esterno. Come menù scelgo la carne di renna
cotta nel
vino rosso con l’immancabile contorno di verdure e patate
lesse.
Un piatto ottimo e gustoso, accompagnato da un vino rosso argentino
(vitigno Shiraz).
Il conto fu abbastanza salato, 125 euro
per tre
persone. Solo il vino costava trentadue euro. Gli alcolici sono molto
cari in Finlandia perché gravati di una forte tassa
governativa.
Basti pensare che un bicchierino di Cognac francese costa ben dodici
euro, contro i quattro o cinque euro che si pagano in Italia.
Alla fine della serata saliamo su un
veliero adibito
a bar, ci beviamo una birra ed assistiamo ai fuochi artificiali sul
lago, di una bellezza estrema.
Verso la mezzanotte e mezzo rientriamo
in hotel.
Al mattino seguente,
mercoledì 4 agosto, dopo
una buona colazione al buffet dell’hotel partiamo per
Savonlinna,
circa 160 chilometri più a Nord. Piccola cittadina di circa
30.000 abitanti, molto carina e, manco a dirlo, su un meraviglioso lago
in mezzo a stupendi boschi di abeti e betulle.
La città è famosa
per il suo castello
e le sue rappresentazioni teatrali estive dedicate ai maggiori
compositori e maestri della musica mondiale.
Da Savonlinna ripartiamo per Jyvaeskyla,
a circa 200
chilometri verso Ovest. Città di circa 80.000 abitanti
situata
nel centro della Finlandia lacustre, cioè quella con la
più alta densità di laghi.
È una città
moderna e ordinata con un
centro fatto di case del XIX secolo ristrutturate e ben curate.
Il centro è caratterizzato da
un’ampia zona pedonale costellata di trattorie, birrerie e
negozi.
La città fu fondata nel 1837,
possiede il
più antico liceo di lingua finlandese e la prima scuola per
insegnanti fondata nel 1863. Jyvaeskyla è anche un attivo
centro
industriale dove si lavorano legno, carta, fiammiferi e calzature. Vi
è pure una fabbrica di armi.
Anche qui alloggiamo all’hotel
Scandic. I
signori Haverinen hanno infatti una carta di frequenza su questa catena
di alberghi e possono usufruire di sconti fino al 30% sui pernottamenti.
Ceniamo in un ristorante molto carino
con solo una
quarantina di posti a sedere. Anche qui il conto è salato ma
i
piatti erano squisiti quindi non ci lamentiamo.
Facciamo una passeggiata per la
città,
è una serata calda ed umida, ci fermiamo a gustare un gelato.
Attorno alla mezzanotte rientriamo.
Prima di addormentarmi guardo un
po’ di TV,
niente di particolare, non vi sono programmi RAI o MEDIASET e pertanto
arrivo sul canale della BBC inglese che parla della tremenda situazione
in Russia ed in particolare a Mosca a causa degli incendi boschivi
provocati da un’eccezionale ondata di calore che i Russi non
ricordano (Mosca è costantemente oltre i 35 gradi ed ha
toccato
i 42).
Al mattino di giovedì 5
agosto mi sveglio
attorno alle ore 07.00 e sento un rumore contro la finestra della
camera.
Sposto le spesse tende che consentono di
creare il
buio in camera quando fuori la luce estiva non lo consentirebbe, e che
cosa vedo? La pioggia cade forte e intensa, la cosa mi avvilisce e mi
delude.
Prevedo una giornata lunga e monotona
alla quale però non ci sono alternative.
Partiamo attorno alle ore 8 e 30, ci
dirigiamo verso
Ovest in direzione della città di Pori, a circa 270
chilometri,
sulla costa che dà sul Golfo di Botnia e che guarda verso la
Svezia.
Il maltempo ci lascia ogni tanto uno
squarcio e ne
approfittiamo, lungo la strada, per fare sosta sulle rive di alcuni
laghi alimentati da torrenti nei quali si possono pescare salmoni e
trote salmonate.
La quiete è assoluta, il
relax è
totale. Certo è che vivere da queste parti non è
facile,
l’amenità si trasforma dopo qualche giorno in noia
estrema. I centri urbani si diradano, incontriamo piccole frazioncine o
case isolate e mi chiedo come si possa vivere in quei luoghi per i
lunghi e freddi mesi invernali. Eppure si può, visto che la
gente ci vive!
Sostiamo a fare rifornimento
all’auto in una
stazione di servizio dotata anche di supermarket e ristorante
self-service. Il diesel, a seconda delle compagnie distributrici, costa
da 1,10 a 1,15 euro al litro (meno che in Italia), mentre la benzina va
da 1,42 a 1,49 euro al litro (un po’ più cara che
da noi).
Finora abbiamo percorso solo un breve tratto autostradale (gratis) che
è quello che da Helsinki ci portava verso l’Est
del Paese.
Per il resto solo strade statali o tratti di superstrade abbastanza
recenti. La condizione delle strade è eccellente, nastri
d’asfalto ampi, diritti, sempre in mezzo all’eterno
verde e
agli eterni laghi. I limiti di velocità sono 120 chilometri
orari sulle autostrade (le poche che esistono), per il resto
è
un continuo alternarsi di limiti che vanno da 60 a 100 chilometri orari
a seconda del luogo. Le strade finlandesi sono disseminate di
apparecchiature fotografiche montate su un palo di ferro, munite di due
occhi, uno con la luce gialla che avverte se il mezzo va oltre il
limite consentito per dare il tempo all’autista di
rallentare, se
ciò non avviene si accende il secondo occhio con una luce
bianca
e fa la foto al veicolo, targa inclusa. L’esistenza di queste
apparecchiature è segnalata qualche chilometro prima della
loro
ubicazione.
La multa è proporzionale
all’infrazione
effettuata ma l’entità della contravvenzione, e
qui sta la
grande novità di cui non avevo mai sentito parlare, sta nel
fatto che, a parità di infrazione, non tutte le persone
pagano
lo stesso importo. L’entità dell’importo
dipende dal
reddito annuo della persona al volante. Se sei ricco paghi di
più, se sei meno ricco paghi di meno. Questo avviene
perché la polizia, tramite il codice fiscale del guidatore,
accede immediatamente via computer alla denuncia dei redditi di
quest’ultimo dopodiché, seguendo una scaletta di
calcolo,
commina la multa, diciamo così,
«personalizzata».
Ve lo immaginate in Italia la polizia
municipale, la
polizia stradale o i carabinieri che accedono alle nostre dichiarazioni
dei redditi per valutare l’importo della contravvenzione?
Scoppierebbe come minimo una guerra civile in nome dei diritti civili, privacy e
quant’altro!!!
Per loro è una cosa normale e
giusta. Nessuno si lamenta e nessuno protesta.
Dopo tre di queste multe
c’è il ritiro
della patente da tre a sei mesi. Le autorità finlandesi
stanno
però pensando di introdurre il sistema della patente a punti
come in Italia.
Attraversiamo zone agricole destinate
all’allevamento, oppure destinate alla raccolta di orzo e
avena
(la cui mietitura avviene proprio nel mese di agosto). Vi sono anche
molti ettari coltivati a fragole e patate.
Nel primo pomeriggio arriviamo a Pori,
città
di circa 100.000 abitanti. Fondata nel Medioevo, ha una
particolarità: a causa di un movimento del suolo che
l’allontana dal mare, è stata spostata per ben tre
volte.
Il sito attuale risale al 1558. Nella prima metà
dell’Ottocento subì ben due incendi.
La città è dotata
di numerosi parchi e
impianti sportivi. I maggiori punti di interesse culturale sono la
biblioteca municipale e il Museo Satakunta. Vi è anche un
porto
fluviale, formato dal fiume Kokemaen, utilizzato per il trasporto del
legname. Pori ha inoltre cantieri navali, officine meccaniche e
metallurgiche, stabilimenti per la produzione di pasta di legno e
cellulosa. Ha inoltre il record di avere la più grande
emittente
radio del Paese. Inoltre la città ospita tutti gli anni, ad
agosto, uno dei più importanti concerti rock del Paese.
Quest’anno è previsto per sabato 7 agosto, ma,
personalmente, questo genere di musica non mi attrae e non fa per me.
Anche a Pori alloggiamo
all’hotel Scandic. La
sera ceniamo in un ristorante dove i coniugi Haverinen vengono da anni.
Si mangia un ottimo pollo, carne di maiale e pesce.
Anche qui però i prezzi non
sono scontati ma ormai sono abituata e me ne faccio una ragione.
La pioggia cade meno forte e le
previsioni mettono
bel tempo per il giorno dopo. La cosa mi fa tirare un sospiro di
sollievo.
Il mattino dopo, venerdì 6
agosto, partiamo
in direzione Sud, verso Turku, a circa 140 chilometri da Pori. Turku,
circa 290.000 abitanti, è la più antica
città
finlandese e fu anche la prima fortezza svedese, quando la Finlandia
faceva parte del Regno di Svezia. La città cadde due volte
nelle
mani dei Russi nel corso del 1700 durante le guerre russo-svedesi. Dal
1809 al 1812 fu la capitale della Finlandia ma nel 1812 lo divenne
Helsinki per volere dello Zar Alessandro I di Russia.
Turku ha diversi monumenti, un castello
del XIII
secolo, una cattedrale, una chiesa ortodossa, nonché
originali
antiche abitazioni in legno, risparmiate dall’incendio che la
distrusse quasi completamente nel 1827. Una città
culturalmente
molto attiva, ricca di teatri, biblioteche, sale concerti (molte
dedicate al «Verdi» finlandese, cioè il
musicista
Sibelius, 1865-1957).
La zona portuale di Turku, oltre ad
essere un vivace
punto di scambio commerciale per tutta l’area scandinava,
include
uno dei più importanti cantieri al mondo per la costruzione
di
navi transatlantiche da crociera.
È quasi mezzogiorno e
dobbiamo avviarci verso
l’aeroporto di Helsinki dove mi aspetta il volo di ritorno
Finnair per Milano-Malpensa alle ore 16 e 5.
Il tratto Turku-Helsinki, di circa 165
chilometri,
è tutto autostradale. Il traffico è minimo e alle
14
arriviamo all’aeroporto.
Saluto e ringrazio con un
«Kiitos»
(«Grazie») e un «Naekemiin»
(«Arrivederci») caloroso i miei accompagnatori,
così
gentili e premurosi e li invito ospiti a casa mia alla prima occasione
che avranno di venire in Italia.
Imbarco il mio bagaglio, passo il controllo della polizia finlandese e
mi avvio al noto negozio della catena alimentare Stockmann, suggeritomi
dalla signora Helena, dove posso comperare pezzi sottovuoto di salmone
affumicato ad un prezzo relativamente modico da regalare ad amici o
semplicemente da gustare in casa mia e il cui gusto farà
riaffiorare tutti i ricordi di questo breve ma meraviglioso ed intenso
reportage.
(agosto 2011)