torna alla home page di  www.storico.org

Il Vietnam negli anni di Ho Chi Minh

Le vicende del Paese sono state oggetto di pesante polemica politica negli anni passati, e tuttora la nostra conoscenza storica risulta lacunosa. Vi proponiamo un testo curato dalla U.S. Library of Congress su alcuni aspetti meno noti di quel periodo

 

a cura di  Luciano Atticciati

 

 
Ai tempi della partizione del 1954, il Vietnam era una società prevalentemente rurale; i contadini rappresentavano quasi il 90% della popolazione totale. Durante i successivi venti anni di separazione politica, tuttavia, nel Nord e nel Sud si sono sviluppati due tipi di società molto differenti. Nel Nord i comunisti avevano intrapreso un programma per cambiare radicalmente la struttura socio-economica della società. La questione centrale del cambiamento era apparentemente economica, ma la motivazione fondamentale era principalmente politica e sociale. Sulla base del principio marxista della lotta di classe, essa ha portato ad una struttura sociale completamente nuova. La classe dei grandi proprietari terrieri fu eliminata, e venne realizzata una dittatura del proletariato in cui gli operai ed i contadini emersero come i nuovi protagonisti nominali di uno Stato socialista tendente alla eliminazione delle classi sociali.
    Come preludio alla rivoluzione socialista, vennero lanciate simultaneamente nel 1955 una riforma agraria e una pesante e sistematica campagna per eliminare «i proprietari feudali» dalla società rurale. Sulla base della campagna intrapresa dai comunisti in Cina durante i primi anni della repubblica popolare, la liquidazione della classe dei proprietari portò alla eliminazione di circa cinquantamila persone e ha spinto il partito successivamente ad ammettere e a rimediare ad «un certo numero di seri errori» commessi dai suoi zelanti quadri.
    Nel settore urbano l’intervento del partito fu, almeno inizialmente, meno brutale perché un gran numero di cittadini e borghesi erano fuggiti dal Nord in previsione della conquista del potere da parte dei comunisti. Molti erano fuggiti al Sud prima che il partito guadagnasse il completo controllo del Paese. Coloro che rimasero vennero assaliti verbalmente come sfruttatori del popolo, ma poiché il regime necessitava delle loro capacità tecniche e amministrative, vennero trattati in maniera più tollerante, e venne consentito loro di mantenere delle proprietà.
    Nel 1958 il regime procedeva verso la «trasformazione socialista» cosciente che se le fondamenta di una società socialista erano state realizzate, l’economia era rimasta per la maggior parte nelle mani del settore capitalista privato. Dal 1960 la gran parte di contadini, artigiani, operai, industriali, e commercianti fu costretta ad aderire a cooperative di vario genere.
    Gli intellettuali, molti dei quali erano stati sostenitori del Viet Minh, in un primo tempo furono tollerati dal governo, ma successivamente vennero messi a tacere. L’opposizione al governo, espressa apertamente durante e dopo le sollevazioni dei contadini del 1956, portò all’imposizione di pesanti controlli che furono portati a termine nei due anni successivi. Gli scrittori e gli artisti che avevano avuto un ruolo nell’era pre-comunista vennero esclusi dalla vita politica nazionale. Molti furono mandati nelle campagne a svolgere lavori manuali e per contribuire ad istruire un nuovo corpo di socialisti preparati fra i contadini.

Il gruppo principale nel nuovo ordine sociale furono i funzionari di alto livello del partito, che costituirono la nuova classe superiore. Questi dovevano il loro status più alle dimostrazioni di capacità e di devozione politica al nazionalismo o al marxismo-leninismo che alle loro effettive capacità culturali o professionali. Gli anni di lotta contro i Francesi nelle zone rurali li avevano abituati alle durezze ed allo stesso tempo avevano dato loro una importante esperienza di organizzazione e di guerra di guerriglia. Tale attività li aveva inoltre posti in stretto contatto con molte componenti della popolazione.
    All’apice della nuova classe superiore erano i membri prescelti dell’Ufficio Politico del Partito Comunista Vietnamita degli Operai (VWP, Dang Lao Dong Vietnam) e un grande numero di membri del Comitato Centrale che tenevano i posti chiave nel partito, nel governo, nell’esercito e nelle varie organizzazioni sostenute dal partito. Al di sotto di questo gruppo ristretto erano i membri del partito (circa cinquecentomila nel 1960), che comprendevano un certo numero di donne e di membri delle minoranze etniche. I quadri del partito che possedevano maggiore preparazione ed esperienza in questioni tecniche, amministrative, finanziarie, furono inviati in tutte le istituzioni per sorvegliare l’esecuzione delle decisioni del partito.
    In una posizione intermedia fra il partito e la cittadinanza erano quelle persone che non appartenevano al partito ma che, tuttavia, avevano le necessarie qualità professionali o altre capacità utili al regime. Esponenti non comunisti si trovavano in vari posti tecnici, nel sistema scolastico e nelle organizzazioni di massa a cui la maggior parte dei cittadini era tenuta ad appartenere. Alcuni hanno persino occupato posizioni importanti, benché politicamente marginali, nel governo. La massa della popolazione rimaneva composta da contadini, operai, soldati, minatori, portatori, impiegati, commercianti, insegnanti e artigiani.
    La riorganizzazione della società non ha fatto molto per favorire un entusiasmo di massa per il socialismo, e la trasformazione socialista del settore privato in cooperative e istituzioni statali non ha provocato il genere di miglioramento economico necessario per conquistare il favore di contadini e commercianti. Il regime si organizzava per fornire servizi educativi e sanitari migliori rispetto a quelli degli anni precedenti al 1954, ma la povertà era ancora endemica. Il partito ha attribuito «le numerose difficoltà» che ha dovuto affrontare alle «calamità naturali, le azioni nemiche e la condizione povera e arretrata dell’economia» ma ha anche riconosciuto i propri fallimenti. Questi includevano l’incompetenza dei quadri nelle questioni culturali e organizzative così come negli affari finanziari, tecnici e direttivi.

Il testo è stato realizzato (1987) dalla «Federal Research Division of the U.S. Library of Congress»
traduzione con il consenso degli autori a cura di Luciano Atticciati
per il testo originario vedi http://countrystudies.us/vietnam.
(anno 2004)