I
puritani e la formazione degli Stati Uniti
I quaccheri
e gli altri gruppi protestanti radicali hanno contribuito alla nascita
del grande Paese americano con il loro senso
dell’autogoverno, il
rigore dei valori morali e una concezione attivistica della vita
di Luciano
Atticciati
La
costa atlantica del Nord America venne colonizzata con molto ritardo
rispetto al resto delle Americhe. Mentre altri Paesi come il Messico e
il Perù si presentavano ricchi di minerali preziosi, e i
Paesi
caraibici di prodotti tropicali fortemente apprezzati in Europa, la
regione temperata non presentava caratteristiche interessanti dal punto
di vista commerciale. Solo nei primi decenni del Seicento vennero
fondate alcune colonie nel Nord (ad opera soprattutto dei Francesi)
dedite alla pesca, alla caccia e al commercio di animali da pelliccia,
mentre colonie agricole (soprattutto per la coltivazione del tabacco)
vennero create nella Virginia grazie anche al clima più
mite. In
quest’ultima sorse una società relativamente
ricca, ma
prevalse anche un modo di vita più vicino a quello degli
aristocratici europei con un clero anglicano che manteneva uno stile di
vita relativamente mondano.
Nello stesso periodo si aggiunsero nella
zona
intermedia, una regione non particolarmente fortunata per
fertilità della terra, nuovi coloni che si spinsero nella
zona
non occupata da altri insediamenti per vivere liberamente la loro fede,
essendo in patria oggetto di discriminazione. I piccoli e isolati
insediamenti conobbero periodi difficili a causa del rigore del clima,
tuttavia appresero dagli Indiani la tecnica della coltivazione del mais
e poterono superare le avversità. Nel 1620 si ebbe il famoso
sbarco dei Padri Pellegrini del Mayflower a Plimouth. Il gruppo dei
«santi» si diede un abbozzo di costituzione, il
«Patto del Mayflower», con il quale si stabiliva
che:
«Avendo intrapreso un viaggio per fondare la prima colonia
nella
zona settentrionale della Virginia, a maggior gloria di Dio, per la
diffusione della Fede Cristiana e per l’Onore del nostro Re e
della nostra Patria; con le presenti, alla presenza di Dio e
l’uno dell’altro, stringiamo un solenne patto
reciproco e
solennemente ci accordiamo di costituire una civile Società
Politica per il miglior ordinamento e la migliore conservazione della
nostra comunità e per il perseguimento dei Fini anzidetti; e
in
virtù della presente formuleremo ed applicheremo Leggi,
Ordinanze, Provvedimenti ed altri atti che siano giusti ed eguali per
tutti e istituiremo Uffici, a seconda che di volta in volta lo si
riterrà utile e opportuno per il bene generale della
Colonia, ed
a tali provvedimenti o uffici promettiamo debita Sottomissione ed
Obbedienza». Dieci anni dopo un altro importante gruppo di
puritani parlava analogamente di realizzare una comunità
basata
su «una giusta forma di governo civile ed ecclesiastico. In
tali
casi la cura delle questioni pubbliche deve prevalere sugli interessi
privati». In alcune terre come il Massachussets
l’appartenenza alle Chiese puritane costituiva la base
dell’organizzazione statale, sebbene ovviamente esistessero
un
certo numero di uomini che non facevano parte di tali Chiese. Nel 1641
la colonia del Massachussets promulgò il «Body of
Liberties» che stabiliva leggi chiare in materia penale,
tuttavia
l’ingresso nella Chiesa, e quindi l’ammissione al
diritto
al voto nelle assemblee, era limitato, e pertanto la partecipazione
alla vita politica del Paese rimase ristretta ad una minoranza. Nel
1636 Roger Williams, un puritano convinto, sostenne il diritto alla
libertà religiosa, il principio della separazione fra Chiesa
e
Stato, e il rispetto dei diritti degli Indiani. Postosi in contrasto
con il governo del Massachussets per tale ragione, dovette abbandonare
il Paese, e fondò nuove colonie nel territorio oggi
conosciuto
come Rhode Island dove la popolazione conobbe un maggiore livello di
democrazia. Nello stesso periodo venne fondata la vicina colonia del
Connecticut che in parte recepiva le medesime istanze. Nel 1662
comunque anche il Massachussets, il principale degli Stati della Nuova
Inghilterra, dovette accettare una nuova organizzazione dello Stato che
prevedeva un maggiore potere di controllo della corona britannica, la
libertà di culto per gli anglicani, e l’estensione
del
diritto di voto anche per i non appartenenti alla Chiesa puritana.
Il decennio 1640-1650
costituì il periodo
della Grande Migrazione che portò cinquantamila Inglesi a
trasferirsi in quelle terre per sfuggire alla depressione economica di
quel periodo e alle persecuzioni. Dobbiamo ricordare che il mondo
protestante inglese si presentava diviso fra congregazionalisti, i
gruppi radicali che credevano nell’autogoverno delle
Chiese-comunità, ed episcopali che ammettevano
l’autorità del Vescovo. La distinzione
sostanzialmente
corrispondeva a quella fra puritani (coloro che volevano purificare la
Chiesa d’Inghilterra dai residui di papismo) ed anglicani,
favorevoli ad una Chiesa più mondana e sottomessa
all’autorità della corona inglese. Furono i primi
a
prevalere nelle colonie della Nuova Inghilterra e, se vennero
conosciuti per il loro moralismo a volte eccessivo, contribuirono a
quella insofferenza verso il potere centrale che nel periodo successivo
portò alla rivolta contro la monarchia britannica. Dobbiamo
poi
ricordare che proprio in America si ebbe maggiormente la realizzazione
di quella caratteristica del protestantesimo messa in luce da Max
Weber, la propensione all’attivismo (diversamente dalla
tendenza
alla mistica dei Cattolici) che contribuì alla nascita del
nuovo
sistema economico, basato sul libero mercato e l’innovazione.
Mentre nei Paesi cattolici prevaleva una mentalità portata
alla
ostentazione della ricchezza e allo spreco, nella parte protestante del
nuovo continente prevaleva una mentalità produttiva e
parsimoniosa che costituì la base del successivo sviluppo
economico. Max Weber individuava nella Chiesa metodista alcune delle
caratteristiche più significative del nascente capitalismo:
il
rifiuto dello spreco e della tesaurizzazione delle ricchezze, come
anche del ricorso a metodi disonesti nell’attività
economica e a una condotta intemperante.
Nel primo periodo i nuovi arrivati
adottarono un
sistema comunitario nella gestione delle terre, ma ben presto prevalse
uno spirito individualista, e si passò alla
proprietà
privata in forma piena. Superato il primo periodo di
difficoltà,
le colonie conobbero un discreto sviluppo, lo spirito religioso non
costituì un freno a tali attività, ma al
contrario ne
costituì un sostegno, mentre molto curata da parte dei
membri
religiosi fu l’istruzione e la fondazione di scuole e
università, anche a carattere pubblico. Sempre nel New
England
si ebbe la nascita nel 1707 del «Boston
News-Letter», uno
dei primi giornali del continente e del mondo. Tale situazione
favorì lo sviluppo culturale del giovane Paese che
presentava
uno dei tassi di alfabetizzazione più alti di quel periodo.
Fra le varie denominazioni religiose,
una delle
più interessanti fu quella dei quaccheri (in inglese
«i
tremanti»), come venivano denominati per scherno i membri
della
Società degli Amici. La società fu fondata nel
1647 da
George Fox e presentava caratteristiche particolari. Predicava e
praticava il pacifismo, la tolleranza, la partecipazione delle donne
alla vita religiosa (idea non accettata dalle altre confessioni
protestanti), era contraria alla istituzione di un clero professionale,
ma anche al riconoscimento di titoli e ranghi, caratteristica che la
poneva in contrasto con le autorità. William Penn,
gentiluomo
inglese benvisto dalla Corona, ricevette nel 1681 il diritto di
proprietà dal Re sulla regione successivamente denominata
Pennsylvania. L’insediamento da lui creato in quella regione
si
caratterizzava per una intensa partecipazione della
collettività
alla organizzazione politica del nuovo Stato, e per i buoni rapporti
con gli Indiani e gli altri gruppi religiosi, anche non inglesi,
accorsi in quella regione, «un asilo per i buoni e gli
oppressi
di ogni nazione». «Le istituzioni sono libere per
il
popolo… là dove comandano le leggi e dove il
popolo
partecipa alle leggi… perché libertà
senza
obbedienza è confusione e obbedienza senza
libertà
è schiavitù» scrisse Penn non appena
arrivato in
quella terra in Frame
of Government.
Il governo della regione spettava naturalmente allo stesso Penn in
quanto proprietario, tuttavia era garantita la libertà di
parola
e di culto, l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge,
e
una assemblea liberamente eletta da tutti gli abitanti. Nonostante tali
promesse, la vita del Paese fu turbata per un certo periodo da
contrasti religiosi, ma ciò non impedì la forte
crescita
economica del Paese e della sua città principale, Filadelfia.
L’intensa immigrazione nel
Nord America del
periodo successivo ebbe notevoli conseguenze sull’assetto
politico e religioso del Paese. Si formò uno spirito
più
mondano, ma anche maggiori tensioni sociali a causa della minore
quantità di terra disponibile rispetto al numero crescente
degli
abitanti. I grandi proprietari rimasero anglicani, tuttavia la Chiesa
anglicana nel nuovo continente si avvicinò maggiormente agli
ideali dei gruppi protestanti radicali ed accettò
maggiormente
il principio dell’autogoverno delle Chiese. Gli ultimi
decenni
del Seicento le colonie americane conobbero regimi più
autoritari, e nel periodo successivo una serie di lunghe guerre con le
vicine colonie francesi; una certa involuzione si ebbe anche nei
costumi, come denota l’episodio delle streghe di Salem del
1692
(una ventina di persone impiccate a seguito dei racconti incredibili di
un gruppo di ragazze), tuttavia il Paese continuò la sua
ascesa
demografica ed economica.
(anno 2002)