Storia
dell’alimentazione
Il
cibo ha costituito nel corso dei secoli una tendenza, ma anche lo
specchio delle condizioni di vita della società
di Luciano
Atticciati
Parliamo
spesso di cibo naturale, alimentazione tradizionale, ma esattamente in
che cosa consisteva l’alimentazione di coloro che sono
vissuti in
epoche precedenti alle nostre? Nel passato l’alimentazione
costituiva un grande problema, produzione di cibo e conservazione
rappresentavano qualcosa di molto impegnativo rispetto ai giorni
nostri. Le rese dei campi erano molto inferiori, da un quintale di
semente di cereali si ottenevano circa quattro quintali di cereali (ai
tempi nostri se ne ottengono trenta), mentre gli animali da allevamento
erano di peso inferiore, e le parti dell’animale
più
pregiate in particolare, erano in proporzione ancora più
ridotte. Si calcola che una famiglia contadina era in grado di produrre
mediamente cibi per una famiglia e mezzo, pertanto nella
società
di allora circa il 70% della popolazione doveva essere costituita da
addetti all’agricoltura.
Le popolazioni che vivevano nelle grandi
foreste
come i Celti e i Germani al tempo delle invasioni barbariche,
disponevano di spazi enormi e quindi di una notevole abbondanza di
risorse, pertanto vivevano di caccia e di allevamento. In particolare
l’allevamento di suini praticato allo stato brado nelle
foreste
di querce che producevano ghiande, costituiva la fonte principale di
cibo per quelle popolazioni. L’Italia e gli altri Paesi del
Mediterraneo più evoluti, erano al contrario già
terre
popolose, e tali popolazioni erano orientate quindi verso una
attività agricola molto diversa. L’allevamento che
richiedeva grandi pascoli non poteva essere praticato, e pertanto
quelle genti si orientarono verso la coltivazione dei cereali. Una
medesima area di terreno infatti produce una quantità di
cibo
come cereali notevolmente superiore alla quantità di carne
che
si poteva ottenere dalla caccia o dall’allevamento.
Quando nel VI secolo si ebbe una forte
contrazione
della popolazione, a seguito delle epidemie e della grave situazione
politica ed economica creatasi, anche nelle nostre terre la caccia e
l’allevamento vennero maggiormente utilizzati, ma tale
situazione
non durò a lungo, e quando intorno all’XI secolo
la
popolazione tornò a crescere, si ebbe un deciso ritorno alla
tradizionale coltivazione di cereali.
L’alimento base era il pane,
non ancora la
pasta, accompagnato da verdure e formaggi. Solo
nell’Ottocento
con i nuovi sistemi agricoli e l’uso della refrigerazione per
la
conservazione del cibo, la quantità di cibo a disposizione
aumentò notevolmente (l’ultima carestia nel nostro
continente è del 1846-1847) e lentamente aumentò
la quota
di carne nell’alimentazione umana. Anche il sistema di
trasporti
conobbe un miglioramento, e ciò contribuì ad una
migliore
distribuzione dei prodotti agro-alimentari. Progressivamente si
arrivò ad una alimentazione più varia, anche se
non
sempre più ricca.
(anno 2002)