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Klaus Fuchs, spia o eroe?

Lo scienziato che portò il mondo al confronto atomico

 

di  Giovanni Venezia

 

 
«Sono fiero di avere impedito la guerra nucleare e di aver dato ai Russi il mezzo di opporsi con la stessa efficacia ad eventuali attacchi della bomba H...».
    Con queste parole, pronunciate nel corso dell’interrogatorio subito dopo essere stato arrestato ed accusato di spionaggio a favore dell’URSS, Fuchs si sentì fiero ed orgoglioso di se stesso. Nella sua mente in quelle giornate scorreva la sua vita, come in un film.
    Nei quartieri bassi dell’East Side a New York, Henry Gold «Raymond», la più grande spia del mondo sovietico, quella sera gelida, era il 5 febbraio 1944, attendeva con pazienza l’uomo che avrebbe cambiato il destino del mondo. Aveva ricevuto ordini precisi dal capo Semenov: «...Si prepara un’azione molto impegnativa... rifletti una, due, tre o anche più volte prima di intraprendere qualsiasi azione. Di fare un piccolo gesto. La missione è molto importante...».
    Stava per giungere dall’Inghilterra colui che avrebbe collaborato con scienziati americani e che avrebbe dato tutte le informazioni «importanti per l’Unione Sovietica e per il comunismo».
    L’incontro tra Henry Gold e l’Inglese avvenne, secondo le modalità impartite da Anatolj Yakovlev (aveva sostituito da qualche ora Semenov nella direzione del servizio segreto sovietico), alla stazione Lower. Con molta discrezione i due si strinsero la mano e si allontanarono per sedersi ad una tavola del ristorante Manny Wolf. È l’inizio di un nuovo corso dello spionaggio? L’uomo non è una spia di professione. È uno scienziato, fisico nucleare, uno dei più grandi studiosi di energia atomica del globo.
    Proprio quando gli Americani erano consapevoli della loro supremazia e di essere l’unica grande potenza mondiale, mai si sarebbero immaginati che l’ingegner Klaus Fuchs, originario della Germania, li stava tradendo per l’Unione Sovietica alleata degli USA. Un grave colpo che ha dato, però, la certezza a Stalin di avere realizzato un suo vecchio sogno: riuscire ad essere grande potenza da trattare con gli Stati Uniti d’America da pari a pari. E l’ingegner Fuchs dette al «Baffone» questa certezza.
    L’energia atomica percorre di pari passo con lo spionaggio la sua strada. Viene perfezionata la bomba «H». Il 16 luglio 1945 nel Nuovo Messico esplode la prima micidiale bomba. Fuchs era presente. Il 6 agosto l’esperimento atroce avviene su Hiroshima e solo pochi giorni dopo su Nagasaki. Centinaia di migliaia i morti e così i feriti. La storia segna la capitolazione del Giappone.
    Il 1949 è l’anno in cui Truman annuncia al mondo che l’Unione Sovietica ha fatto esplodere la sua prima bomba atomica. «Tutti si chiedono come mai la Russia abbia superato il ritardo. Ma non certamente Fuchs, perché è per il suo tradimento che si è costituito nel mondo un equilibrio delle forze distruttive».
    C’è incredulità nei Paesi anglosassoni ed in America quando, pochi mesi dopo l’esplosione della bomba sovietica, la «spia» viene smascherata. Ci si è interrogati sui motivi che hanno indotto una personalità così straordinaria, uno scienziato a tradire.
    Chi lo ha conosciuto sostiene che la verità è nella natura di quell’uomo, nella formazione all’interno dell’ambiente familiare, nonché nella sua formazione politica.
    È stato definito un dottor Jekill e mister Hyde; intelligente ed ingenuo, cinico e sentimentale, orgoglioso ed umile. Ma è lo stesso Fuchs a descriversi con completezza nel corso dell’interrogatorio. Disse di sé: «Il marxismo mi ha permesso di dividere i miei pensieri in due settori e di rendermi completamente indipendente dalle forze della società che mi circondano. Il miglior modo per giungere a questo risultato è una schizofrenia controllata. ...Sono fiero di avere impedito la guerra nucleare e di aver dato ai Russi il mezzo di opporsi con la stessa efficacia ad eventuali attacchi della bomba H».
    Ma chi era Klaus Fuchs?
    Della sua vita, dei suoi studi di fisica, dell’abbraccio alla politica, dell’attività di spionaggio inteso non come professione ma per amore di pace, della reciprocità della paura, degli intrecci, hanno scritto D. Bourcart, lo storico Dallin, il professore di fisica E. Locare nonché B. Newmann, de Poncis e tanti altri nonché riviste di storia e cultura di tutto il mondo.
    Tedesco di nascita (29 dicembre 1911), figlio di pastore luterano, riceve un’educazione improntata al fare ciò che si sente di fare purché l’azione che si percorra sia giusta. Abbraccia la politica sin da ragazzo e percorre quella strada distinguendosi per numerose gesta ed eclatanti iniziative. Iscrittosi all’Università di Leipzig si distingue per intelligenza e per i risultati brillanti raggiunti. Odia il marxismo ed abbraccia le tesi della social-democrazia. Sostenitore della parresia, ha espresso civilmente e con chiarezza, da libero cittadino, giudizi su fatti e persone. Rompe gli indugi e si avvicina al comunismo e fonda una santa alleanza contro l’avanzata del nazismo. Infatti, le violenze dei nazisti gli consentono di solidificare le proprie convinzioni. Subisce violenze e viene, poi, gettato nel fiume. Si salva. Le peripezie si moltiplicano e con il passar del tempo la famiglia Fuchs viene dispersa. Lo stesso Klaus, dopo aver partecipato a sommosse antinaziste fugge a Berlino e quindi a Parigi dove vuole terminare gli studi finalizzati a ricomporre la Germania senza Hitler & Company.
    A Parigi conosce Greta, un amore per una sola stagione. La separazione scaturisce dalla decisione di rimanere in Occidente per potersi specializzare nel ramo degli studi che ha scelto.
    Si trasferisce in Inghilterra e, in pace con se stesso, impara l’inglese, ottiene una borsa di studio che gli consente di laurearsi in fisica generale. Nel 1937 ottiene il dottorato in fisica matematica e, infine, nel 1939 consegue il diploma di dottore in fisica teorica.
    Stimato per l’intelligenza, seppur giovane austero, timido e taciturno, Fuchs diventa un brillante scienziato di fisica nucleare conquistandosi le simpatie di tutti. Chiede, quindi, la cittadinanza inglese ma... siamo già in guerra, ed al cittadino Fuchs non la si può dare in quanto «pericoloso comunista». Supera ogni ostacolo, l’ottiene ma deve fuggire. Dopo tante peripezie finalmente raggiunge Quebec.
    Solo nel 1941 ritorna in Inghilterra perché chiamato dal professore Rudolf Peierls: «Venite, è urgente». Fuchs entra a far parte di un gruppo di ricerche nucleari. Un gran passo avanti professionalmente ma nello stesso tempo un grande impegno morale. A Birmingham viene a conoscenza che i Russi sono molto in ritardo negli studi sull’atomica e che gli Americani e Inglesi avevano accelerato l’attività di ricerca. È questa presa di coscienza che induce Fuchs a tradire in quanto aveva compreso lo scopo reale ed unico delle ricerche che vi si conducono: giungere al più presto alla messa a punto dell’arma atomica. «Ho deciso – confesserà in seguito – di informare i Russi non appena ho capito lo scopo delle nostre ricerche. Avevo completa fiducia, in quell’epoca, nella politica dell’URSS ed ero persuaso che gli alleati occidentali la lasciassero sola di fronte all’aggressione tedesca, nella speranza che si distruggessero a vicenda. Non ho avuto alcuna esitazione a trasmettere tutti i dati che possedevo».
    Fuchs – è stato scritto – inizia con serenità una incredibile doppia vita. Viene, però, scoperto dopo qualche mese.
    Nel freddo silenzio di un’austera aula di giustizia inglese lo scienziato-spia Klaus Fuchs viene condannato a quattordici anni di prigione. La pena massima prevista.
    Il caso Fuchs apre nuove strade alle tecniche dello spionaggio occidentale, soprattutto americano, che crea l’agente segreto.
    Alle ore quattordici del 2 luglio 1959 Klaus Fuchs, la spia che venne dal caldo è in volo verso Berlino Est dopo circa nove anni e mezzo di prigione. Ritorno al passato. Si sa che di lui si disse di tutto. Amato ed odiato, la sua vita continua all’Est. Molto attivo e sereno, gli è stato riconosciuto il grande merito di aver salvato l’umanità da una guerra atroce, dove tutti gli innocenti avrebbero pagato con la vita la condanna per non aver commesso il fatto. Gli stessi Americani, consapevoli ormai che non erano più l’unica potenza, si disse che per paura ebbero a ripetere sempre: «In questo momento della storia gli Americani pregano perché Dio Onnipotente vegli sul popolo russo».
    Gli storiografi ripercorrendo la vita della spia della pace scrissero che il governo russo, venuto a conoscenza che la Cina voleva recuperare il ritardo per la costruzione della bomba atomica servendosi dell’esperienza di Fuchs, intervenne presso il governo tedesco orientale allo scopo di impedire che lo scienziato accettasse l’offerta cinese.
    È la storia di un grande scienziato amante della pace e che, per mantenerla, ha armato di una potente arma le due sole nazioni capaci di usarla a fini bellici.
    È stato condannato giustamente dalle leggi inglesi. Ma Fuchs si è dimostrato uno di quegli uomini, rari, capaci di assumersi le proprie responsabilità e di sopportarne le conseguenze con energia perché ha ritenuto di vedere più chiaro del potere che lo ha giudicato.
(anno 2006)