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“DIVISIONE FOLGORE: UNA LEGIONE D‘EROI”
L’inizio della
storia dei reparti paracadutisti italiani è il 1938: ITALO BALBO costituisce in
Libia il I ° Reggimento “FANTI DELL’ARIA“, con ascari locali, ufficiali e sottufficiali
dell’esercito e dell’aeronautica.
Nello stesso anno
a Tarquinia si apre la Regia Scuola Paracadutisti
dove, dal 1940, si addestrano i primi due battaglioni.
Nel 1941 è costituita
la divisione paracadutisti: la 185° CACCIATORI D’ AFRICA che diverrà, nel luglio
1942, la divisione “FOLGORE“.
Inviata in Africa
settentrionale, nel luglio 1942, la FOLGORE è usata come unità di fanteria leggera.
Nella notte del
24 ottobre 1942 fu scatenata dal nemico la battaglia per la conquista della Libia,
con eccezionale dovizia di mezzi e di uomini e prese il nome di battaglia di EL
ALAMEIN ed i soldati italiani si coprirono di gloria.
Inferiori per
numero e per materiale bellico, i gloriosi fanti delle divisioni Trento,
Bologna, Brescia, Pavia, Trieste, Littorio e dei paracadutisti della Folgore,
non indietreggiarono di un passo di fronte al nemico, finchè i loro superiori non
lo ordinarono. L’ordine era di resistere ed i nostri soldati resistettero. In questa
battaglia è ben noto l’eroico comportamento della Folgore, dei paracadutisti che
dovettero rassegnarsi a non usare il paracadute ed a combattere fra la sabbia rovente
del deserto.
Gli eroici paracadutisti
della Folgore hanno avuto due precedenti in Africa settentrionale: uno è il reparto
paracadutisti libici e l’altro è il battaglione del Maggiore EDOARDO ALESSI,
costituito da militi della “FEDELISSIMA“. Questo magnifico battaglione di Carabinieri,
uscito dalla Scuola di Tarquinia, dovuto al Col. BAUDOIN, giunse in Africa settentrionale
nel novembre 1941, dopo che gli inglesi avevano sferrato la loro seconda offensiva.
Vi fu una terribile battaglia nella zona di ELUET EL AZEI e LAMUDA, a sud di BERTA,
ma il nemico era di una superiorità schiacciante e nella lotta la maggior parte
del battaglione andò perduta ed il 70% dei suoi effettivi, composto dal I° battaglione
paracadutisti CC. RR. di Tarquinia cessò di esistere.
La storia della
FOLGORE ha fatto versare fiumi di inchiostro.
I 6450 paracadutisti,
dal momento che lasciarono il suolo italiano fino al giorno in cui si immolarono,
quasi tutti, sulle dune di El Alamein, dimostrarono eccezionale coraggio anche perché
essi durante le sortite notturne riuscirono ad infliggere notevoli perdite al nemico.
I ragazzi della
Folgore vivono in buca. La bella uniforme perde ogni suo colore. Crescono le barbe.
Un giorno sloggiano
le truppe britanniche di colore da una posizione
importante. Tonnellate di munizioni vengono catturate, con viveri, vestiari ed impermeabili
di gomma. E’ in questo momento che ROMMEL dice al Col. BECHI (indicando a dito i
più barbuti ragazzi della Folgore) : “Con simile gente si va in capo al mondo.
Occorrerà frenarli, anziché sospingerli in battaglia“.
La depressione
di EL QATTARA è una fossa torrida, sita a 50 metri sotto il livello del mare e l’acqua
stagnante emana miasmi febbrili. Non vi è un “Folgorino“ che non sia febbricitante,
ma nessuno brontola. Generosi ed intelligenti, si rendono conto delle difficoltà
d’ogni genere che occorre superare. Si apprestano a soffrire la fame con eleganza
e dignità. Il Col. BECHI sottolinea: “me li vedo deperire senza un lamento, né un
brontolio, e mi si stringe il cuore nello scorgere le giacchette già stinte che
pendono flosce sui toraci smagriti“.
Fame o non fame
le mosche finiscono nella pancia. Le mosche a due passi dalla depressione di El
Qattara vivono a sciami, fitte come nubi,
si incollano alla pelle madida, si insinuano
nel naso, negli orecchi, su per le maniche ed i calzoni. Chi apre la bocca ne inghiotte
una folata. Trascorrono le giornate nel fondo di una buca, stretta come il fosso
di una bara. La sete è una brutta bestia! I ranghi della FOLGORE si assottigliano,
i battaglioni diventano compagnie, poi plotoni, poi squadre.
All’alba del 23
ottobre stava per iniziare la sfortunata
battaglia di EL ALAMEIN in cui i soldati italiani scrissero una delle più belle
pagine della storia della guerra africana. Alle fanterie italiane erano stati intervallati
reparti tedeschi. Verso le 22 iniziò la battaglia e fu un inferno. La lotta proseguì
violenta per tutta la giornata del 24 e la notte successiva. Ad un certo punto i
paracadutisti della 6°, 24° e 19° compagnia si trovarono privi di munizioni. Al
grido di “VIVA L’ITALIA“ e “LA FOLGORE MUORE MA NON SI ARRENDE“ scattarono come
molle dalle loro buche e combatterono in un impari corpo a corpo. La lotta si svolse
ad alterne vicende. Il 4 novembre 1942 la Folgore è isolata nel deserto ed accerchiata
dal nemico. La sua sorte è segnata.
Da questo momento
le vicende della Folgore cessano di essere storia e diventano leggenda. Dai bollettini
avversari:
“LA RESISTENZA
OPPOSTA DALLA DIVISIONE PARACADUTISTI FOLGORE E’ INVERO MIRABILE“
“I RESTI DELLA
DIVISIONE ITALIANA FOLGORE HANNO RESISTITO
OLTRE OGNI LIMITE DELLE UMANI POSSIBILITA‘“
Dei 6450 ne restano,
solo, 340, inclusi ufficiali, ma nessuno ha mai alzato bandiera bianca. Il nemico
rende onore alle armi e CHURCHILL disse:
“DOBBIAMO INCHINARCI
DAVANTI AI RESTI DI QUELLI CHE FURONO I LEONI DELLA FOLGORE“.
Dopo questa campagna
alla Folgore viene conferita la medaglia d’oro al valor militare.