IL MESTIERE DI POLITICO SECONDO SOCRATE
una divertente pagina ci mostra come la politica sia una
cosa seria e non adatta a chiunque
di Simone Valtorta
Narra un aneddoto che un giorno Socrate, passeggiando per l'agorà di Atene (la
grande piazza delle città greche), s'imbatté per caso in Glaucone, un
giovanotto di non ancora vent'anni, che già pensava di darsi alla vita
politica. Volendo metterlo alla prova, il filosofo gli chiese:
«Saprai certo quali sono le entrate della nostra città, quanto l'argento estratto
dalle nostre miniere».
«A dire il vero» rispose Glaucone, «a questo non m'ero ancora dato pensiero».
«Allora lo differiremo ad altro momento» ribatté severo Socrate. «Ma perché chi
vuole governare la città non conosce queste cose?» «Pur tuttavia, le entrate si
possono incrementare con le conquiste fatte ai nemici».
«È vero» accondiscese il filosofo, «però dovremmo conoscere
le forze nostre e dei nostri nemici, altrimenti finiremmo col rimetterci del
nostro. Ora, sai tu quali siano le forze nostre e le forze del nemico?»
«Così, a mente, non le ricordo».
«Le avrai dunque scritte!»
«No, non le ho neppure scritte» ammise Glaucone.
«Saprai almeno quanti sono i cittadini che militano nel nostro esercito, quanti siano nei presidi sparsi per il territorio...»
«In verità, Socrate, io li toglierei tutti: perché invece di
far la guardia saccheggiano le campagne».
«Ma se togliamo tutti i presidi» gli fece notare il filosofo, «chiunque potrà
prendere del nostro. E poi, come fai tu a dire che saccheggiano le campagne?»
«Lo immagino!» rispose Glaucone.
«Beh, sarà meglio riparlarne quando ne avremo la certezza».
«Penso anch'io che sarà meglio così».
«Saprai però quanto sia il grano stipato nei nostri magazzini, quanto basti o non basti al fabbisogno della popolazione...»
«Una faccenda ben seria, Socrate, se bisogna sapere tutte queste cose...»
Insomma, Glaucone si decise a lasciar perdere. Ma di Glauconi era piena Atene.
Questo episodio, in sé, potrà anche essere inventato, ma cade all'uopo: chi può
negare che in molte parti del mondo - e, purtroppo, anche nella nostra bella
Italia - siano spesso preposte al governo non solo persone più preoccupate
della loro carriera e di conservare la «poltrona» che del benessere della
popolazione, ma addirittura emeriti ignoranti e arrampicatori sociali che
raggiungono posizioni elevate grazie alle loro clientele politiche? Fatti di
questo genere sono all'ordine del giorno principalmente nei Paesi retti da
regimi dittatoriali (sia di destra che di sinistra), dove chi detiene il potere
deve necessariamente circondarsi di un folto numero di fedelissimi inseriti in
tutti i posti chiave, ma sono diffusi anche in molti Paesi cosiddetti
«democratici».
Chi ha orecchie per intendere, intenda!