Le Ausiliarie Italiane del 1944-1945
Una grande storia nelle iniziative culturali per «Firenze-Europa»

L’Associazione Nazionale Alpini del capoluogo toscano, con la fondamentale collaborazione del Centro Culturale «Firenze-Europa», proseguendo nella commendevole iniziativa delle «chiacchierate» a carattere storico, ha dedicato quella di febbraio 2026 alle Ausiliarie della Repubblica Sociale Italiana, molte delle quali diedero consapevolmente la vita all’inseguimento di un sogno, e nello stesso tempo, con un forte contributo all’emancipazione femminile che avrebbe avuto effetti duraturi, ben oltre la fine del Secondo Conflitto Mondiale: anzi, fino ai giorni nostri. Ciò, attraverso la presentazione del libro di Laura Brussi, uscito nel 2025 per i tipi della Casa Editrice Aviani di Udine, proposto all’attenzione del pubblico e dei lettori, quale approfondimento di una storia importante e degna di adeguate attenzioni.

La «chiacchierata» ha avuto inizio con la tradizionale introduzione del Presidente Marco Cellai, che ha posto in evidenza il sacrificio di quelle commendevoli patriote, e con la lettura della coinvolgente Preghiera dell’Ausiliaria, per continuare col ricordo delle tante donne e delle tante ragazze che fecero dono della vita durante la plumbea stagione del 1944-1945, in larghissima prevalenza per mano partigiana, e in minima parte per azioni belliche degli Alleati. Poi, il Presidente ha ribadito la conferma dell’italianità quale supporto essenziale delle ricorrenti iniziative proposte dal Centro Culturale nell’ambito di un percorso importante ormai consolidato, perseguito in maniera convinta da donne e da uomini liberi.

Il primo intervento, proposto da Enrico Nistri, muovendo dall’ecceità dell’esperienza ausiliaria, e dai riferimenti ad alcune protagoniste della stagione bellica e della lunga continuità successiva, come da pertinenti interpretazioni di Luciano Garibaldi, ha ricordato l’importanza dell’impegno ausiliario in quanto esclusivamente volontario, diversamente da ciò che avvenne altrove, e quella di una scelta che, maturata soprattutto dopo l’8 settembre 1943, fu nello stesso tempo patriottica e politica. Quindi, ha proposto all’attenzione comune il ruolo di uomini quali Concetto Pettinato e Alessandro Pavolini nel supporto che vollero conferire all’esperienza ausiliaria, nonostante l’ostracismo di talune alte sfere militari, e ha attirato l’attenzione sul ruolo trainante esercitato dalla Comandante, Generale Piera Gatteschi Fondelli, attraverso le proprie interpretazioni «rigoriste» del ruolo assunto da quelle donne e da quelle ragazze, quali protagoniste di una stagione straordinaria e di una vera e propria lezione morale, perseguita fino alla vigilia della fine, sopraggiunta il 25 aprile 1945, e proseguita con una lunga serie di tragedie collettive e personali, con le uccisioni indiscriminate, e con le interminabili offese collaterali alla femminilità delle vittime.

Ha fatto seguito l’intervento di Luciano Mecacci, che ha preso in esame il volume di Laura Brussi rilevandone il carattere completo nell’ambito di un lavoro difficile, tanto più alla luce di un atteggiamento non sempre collaborativo da parte degli archivi, dove la parte più oscura riguarda il ruolo delle forze partigiane, cui sono andate rilevanti preferenze da parte della storiografia «accademica» con interpretazioni pregiudiziali e lontane da livelli di necessaria oggettività comune: in effetti, «essere di parte appartiene al gioco delle parti, ma bisogna pur sapere che esistono anche le altre parti», come avviene nell’opera in questione. Non possono esistere posizioni pregiudiziali nell’ambito di un confronto possibilmente costruttivo, sebbene certamente non facile. In ogni caso, quella delle Ausiliarie non è stata davvero la «parte sbagliata» di cui alle frequenti argomentazioni delle «vulgate»: la storia attesta che guerre e conflitti sono sempre esistiti, e che in questa ottica è d’uopo difendere i Valori di chi, come le Ausiliarie, si era impegnato in tale tutela. Allo stato delle cose non è certamente facile, ma si tratta di un patrimonio da tutelare.

La relatrice Laura Brussi Montani, nonché Autrice dell’opera Ausiliarie – Storie di valore umano e civile all’alba della nuova coscienza femminile (Aviani & Aviani Editori, Udine 2025, 224 pagine) ha quindi illustrato i contenuti essenziali del suo volume, che è stato oggetto del conferimento speciale deliberato dalla Presidenza del Premio «Firenze-Europa» in occasione del 42° anniversario dell’iniziativa.

L’opera dedica pagine prioritarie alle maggiori protagoniste dell’impegno ausiliario, quali la Comandante, Generale Piera Gatteschi Fondelli, le Medaglie d’Oro al Valore Franca Barbier, Maria Garzena e Angiolina Milazzo, tutte cadute eroicamente per mano del nemico, la Medaglia d’Argento Silvia Polettini Poltronieri, le numerose Medaglie di Bronzo, e la Grande Invalida Giovanna Deiana, che fu Presidente dell’ACSAF (Associazione Culturale del Servizio Ausiliario Femminile). Le dedica, altresì, a parecchie altre Ausiliarie particolarmente note, come Elena Curti, Raffaella Duelli, Alda Paoletti, e a quelle cadute sul campo, quali Margherita Audisio, Adele Conti Magnaldi, Barbara Forlani, Lidia Fragiacomo, Natalia Gastaldi, Laura Giolo, Marilena Grill, Maria Meneghini Locarno, Luciana Drovetto, Luciana Minardi, la giovanissima Eleonora Sommariva, la terziaria francescana Angiola Maria Tam, Brunilde Tanzi e Maria Rosa Amodio (queste ultime due uccise dai partigiani a grande distanza dalla fine del conflitto militare).

L’olocausto delle Ausiliarie fu particolarmente rilevante, con quasi un migliaio di vittime, pari a circa il 10% del totale, nonostante il breve periodo del loro impegno militare, e l’impiego largamente circoscritto all’Italia Settentrionale e zone contigue, dove il fronte si era andato rastremando. Eppure, nonostante questi limiti oggettivi il sacrificio delle Ausiliarie ha lasciato una traccia incancellabile nella storia d’Italia per la spontanea fede del loro impegno, e prima ancora, per l’affermazione della loro ecceità, in una stagione ancora caratterizzata da vincoli di subordinazione.

Esistono pagine coinvolgenti anche a proposito del contributo femminile alle iniziative del lungo dopoguerra, come il Messaggio delle Donne d’Italia del 1948 e la storia del Movimento Italiano Femminile «Fede e Famiglia» che avrebbe proseguito la propria attività fino all’inizio degli anni Settanta. In definitiva, l’epopea ausiliaria non fu soltanto una nobile risposta al «tradimento» che ebbe luogo in modo speciale dall’8 settembre in poi, ma prima ancora, l’affermazione di una nuova dignità e di un nuovo patriottismo al femminile, che avrebbero lasciato un esempio incancellabile.

Nella storia italiana esistono tante pagine scarsamente conosciute come quelle delle Ausiliarie, anche per il forte ostracismo delle opposizioni: un limite a più forte ragione da elidere, qualora si tenga nel debito conto che la loro opera fu esclusivamente volontaria, e tanto più commendevole considerando che si svolse nell’ultimo biennio del conflitto, quando le sorti erano sostanzialmente segnate. In effetti, si tratta di una pagina di vita e di un impegno patriottico e solidale che non ha trovato spazi adeguati in sede storiografica, fatta eccezione per diverse opere di carattere agiografico e celebrativo, e per altre, comunque minoritarie, di segno opposto.

Comunque sia, a ottant’anni dai fatti, e dalle tragedie personali di parecchie Ausiliarie, è cosa buona e giusta proporre la loro storia alla comune attenzione, sulla scorta dell’antica prescrizione secondo cui «chi professa incorrotta fedeltà al vero, di ciascuno deve parlare senza odio» ma in ossequio inderogabile alla Verità.

(maggio 2026)

Tag: Carlo Cesare Montani, Laura Brussi, Marco Cellai, Enrico Nistri, Luciano Garibaldi, Concetto Pettinato, Alessandro Pavolini, Piera Gatteschi Fondelli, Luciano Mecacci, Franca Barbier, Maria Garzena, Angiolina Milazzo, Silvia Polettini Poltronieri, Giovanna Deiana, Elena Curti, Raffaella Duelli, Alda Paoletti, Margherita Audisio, Adele Conti Magnaldi, Barbara Forlani, Lidia Fragiacomo, Natalia Gastaldi, Laura Giolo, Marilena Grill, Maria Meneghini Locarno, Luciana Drovetto, Luciana Minardi, Eleonora Sommariva, Angela Maria Tam, Brunilde Tanzi, Maria Rosa Amodio, Associazione Nazionale Alpini, Centro Culturale Firenze Europa, Ausiliarie della Repubblica Sociale Italiana, Seconda Guerra Mondiale, Preghiera dell’Ausiliaria, Associazione Culturale Servizio Ausiliario Femminile, Messaggio delle Donne d’Italia, Movimento Femminile Fede e Famiglia.