Hitler e Mussolini
L’idillio fatale che sconvolse il mondo

Hitler e Mussolini (Mondadori, Milano 2024) è l’ultima «fatica» letteraria di Bruno Vespa, che si destreggia tra passato e presente con la consueta abilità narrativa e con una esposizione in presa diretta, come se ciò che è accaduto un secolo fa appartenesse alla cronaca dei nostri giorni: il tutto espresso con uno stile che unisce il linguaggio asciutto del servizio giornalistico all’eleganza e a una grande messe di informazioni dettagliate e di prima qualità. Bruno Vespa si conferma ancora una volta un grande «ritrattista» di personaggi e narratore di vicende, mostrando una notevole obiettività anche quando emergono in modo abbastanza netto le sue idee e valutazioni personali, che però non prendono mai il sopravvento sull’analisi precisa degli argomenti trattati.

Il libro racconta le vicende parallele di Mussolini e Hitler dai primi, difficili anni di vita alla stipula dell’Asse Roma-Berlino che aprì le porte alla Seconda Guerra Mondiale.

Dalla lettura delle pagine, arricchite da citazioni di molti documenti dell’epoca (e da molte memorie di gente che fu vicina ai protagonisti principali) emerge un quadro profondamente diverso da quello che ci presentano molti manuali di storia, più interessanti ai due statisti quando cominciarono a far parlare di sé, piuttosto che degli «anni nascosti» che sono invece quelli che forgiarono, nel bene e nel male, il loro carattere. Il loro stesso «idillio» fu meno idilliaco di quanto si potrebbe pensare.

Da un lato, Hitler ammirava Mussolini e, pur vantando l’originalità del pensiero nazista, cercava di replicarne le orme, come con la Marcia su Roma e la creazione di una milizia paramilitare squadrista (con risultati quasi grotteschi: la «Marcia su Monaco» che avrebbe dovuto portare a una rivoluzione che lo avrebbe condotto a Berlino si concluse con l’intervento della polizia e il suo arresto; mentre la prima azione squadrista delle SA fu la risposta a un attacco di alcuni socialisti in una birreria, che avevano lanciato alcuni boccali vuoti contro Hitler impegnato in un comizio). Dall’altro, Mussolini non amava Hitler e negava qualsiasi parentela tra fascismo e nazismo: trovava caricaturale l’antisemitismo e ripugnante il circolo omosessuale al quale il Führer si accompagnava. Era più interessato agli altri movimenti della destra tedesca che non al nazismo (la stampa italiana controllata del regime giudicava i nazisti troppo dogmatici e poco politici, privi della carica universale del vero fascismo, quello italiano), e il trionfo di Hitler nelle elezioni del 1930 (il Partito Nazionalsocialista diventava il secondo partito tedesco) lo allarmò, anche per le ripercussioni in campo internazionale, soprattutto nei rapporti con la Francia. Ancora nel 1932, dopo i primi incontri, il suo giudizio rimaneva estremamente critico.

Eppure, meno di 10 anni dopo, Mussolini avrebbe detto che Italia e Germania avrebbero marciato unite fino in fondo, e l’alleanza si trasformò in un cappio che trascinò entrambi i Paesi nella guerra e nella rovina. Ovviamente non fu un colpo di testa, ma la somma di molte circostanze a volte create, a volte subite. Lascio al lettore il piacere di scoprire fatti, retroscena e personaggi scorrendo le pagine di un libro che si legge quasi come un romanzo, ma che è molto più avvincente perché tutto ciò che è scritto è assolutamente vero.

Dalla storia si passa poi, come sempre accade nei saggi di Bruno Vespa, all’attualità, che ricopre all’incirca un terzo del volume: «Il ruolo centrale dell’Italia nella nuova Europa» è il secondo sottotitolo del libro, e riguarda i primi due anni del Governo Meloni. Qui il giornalista si trova nel campo che gli è proprio: intervista tutti, i protagonisti di primo piano della vita politica italiana e anche alcune personalità di minor calibro, sia del Governo che dell’opposizione, per fare il punto della situazione, valutare i risultati raggiunti, i problemi emersi (a volte la politica utilizza sistemi tipici dei regimi dittatoriali e non di rado l’arma della diffamazione, anche a mezzo «social»), gli intrecci delle alleanze e le prospettive per il futuro. Non per convincere qualcuno delle proprie idee, ma perché chiunque possa formarsi, a partire dai dati e dai fatti oggettivi, una propria e consapevole idea.

(settembre 2025)

Tag: Simone Valtorta, Hitler e Mussolini, idillio fatale, Bruno Vespa, Asse Roma-Berlino, Seconda Guerra Mondiale, Marcia su Roma, squadrismo, antisemitismo, Führer, nazismo, fascismo, Governo Meloni.