Breve storia del regime fascista (1926-1943)
Un governo dittatoriale ma molto attivo

Alcuni fanno iniziare l’inizio della dittatura fascista in Italia dal discorso di Mussolini alla Camera del 3 gennaio 1925, ma forse sarebbe più corretto farla iniziare dalla emanazione delle «leggi fascitissime» del 1926 introdotte dopo gli attentati alla vita di Mussolini. Il partito fascista pur essendosi spostato già da diversi anni a destra mantenne una politica se non vicina al socialismo almeno fortemente statalista. Anche il maggiore uomo di cultura del fascismo, Giovanni Gentile, riteneva lo stato un’entità superiore alla quale i cittadini fossero subordinati.

Secondo i dati Istat la crescita economica di quel periodo fu modesta se confrontata con quella degli anni del Boom economico, come anche la crescita dei salari, tuttavia il nostro Paese resse relativamente bene alla crisi del ’29 e numerose furono le iniziative in campo sociale. Come sappiamo l’entusiasmo per il regime negli anni Trenta fu enorme, in gran parte spiegabile con la psicologia delle masse più che sulla base di elementi razionali.

Il governo fascista fu molto attivo fin da subito, ricordiamo la Riforma Gentile della scuola del 1923 che privilegiava gli studi umanistici e innalzò la scuola dell’obbligo a 14 anni, la Battaglia del Grano del 1925 che portò alla crescita della produzione cerealicola anche se in parte a detrimento delle colture mediterranee. Interessante anche la realizzazione della prima autostrada al mondo, la Milano-Laghi nel 1924.

Il primo biennio del regime vide molte iniziative sull’accentramento dei poteri, venne istituita la figura del Podestà di nomina governativa in sostituzione del sindaco, il Gran Consiglio del Fascismo che deliberava sulle liste elettorali, esprimeva consulenze sul Capo del Governo e la successione al trono, venne infine istituito il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato e la polizia segreta (Organizzazione di Vigilanza e Repressione dell'Antifascismo, Ovra).

Anche nel campo economico si ebbero numerose iniziative: rivalutazione della lira sulla sterlina (Quota 90), la moneta più importante a livello internazionale, che ovviamente facilitò le importazioni ma sfavorì le nostre merci all’estero, si ebbero provvedimenti per evitare lo scontro sociale con la Carta del Lavoro e la Magistratura del Lavoro che dovevano regolamentare in maniera conciliativa i rapporti fra lavoratori e imprese (con il divieto di scioperi e serrate), nonché si stabiliva che i sindacati fossero legati al partito fascista e sottoposti al controllo statale. Infine ebbe inizio una delle iniziative più ricordate, la Bonifica Integrale con realizzazione di città e servizi nelle nuove terre strappate alla palude e creazione di case coloniche, azioni concertate con l’Opera Nazionale Combattenti. L’Opera Nazionale Combattenti era stata istituita nel 1917 e realizzò oltre 1.100 progetti su tutto il territorio nazionale, occupandosi di bonifiche idrauliche e agrarie, piani di appoderamento, sistemazioni montane, opere contro la malaria, piani regolatori e costruzione di case coloniche e nuovi centri rurali.

Nel campo sociale si ebbe nel 1925-1926 l’Opera Nazionale Maternità e Infanzia per la protezione delle madri e dei loro figli, soprattutto bisognosi, con premi di natalità e tasse sul celibato maschile. Contemporaneamente si ebbe l’Opera Nazionale Balilla che prevedeva l’educazione fisica, morale e patriottica dei ragazzi e si ebbero infine strutture ricreative con il Dopolavoro, oltre all’ampliamento della previdenza sociale.

Importante fu anche in quegli anni la lotta alla criminalità organizzata, in particolare vennero effettuati numerosi arresti contro la Camorra e la Mafia adoperando anche metodi duri come l’assedio del paese di Gangi in Sicilia.

Nel 1929 si ebbe un fatto di notevole importanza storica per il nostro Paese acclamato da molti, la fine del contrasto fra lo stato e la Chiesa con i Patti Lateranensi, che prevedevano un certo intervento dell’istituzione religiosa negli affari pubblici, fra i quali il matrimonio religioso con effetti civili, l’insegnamento della religione esteso alle scuole medie e superiori e l’esenzione del clero dal servizio militare.

Il 1929 fu anche l’anno della Grande Depressione innescata dal crollo di Wall Street che ebbe pesanti effetti anche in Europa. L’Italia riuscì a superarla relativamente bene grazie ad alcune istituzioni che precedettero il famoso New Deal ritenuto il provvedimento vitale per il salvataggio dell’economia americana. Venne istituito nel 1931 l’Istituto Mobiliare Italiano (Imi) che forniva credito alle banche e alle grandi aziende in crisi ritenute strategiche e due anni dopo l’Istituto per la Ricostruzione Industriale (Iri) per le partecipazioni statali sempre per grandi aziende in difficoltà che fece dello stato italiano uno dei maggiori imprenditori al mondo.

Progressivamente iniziò quel vasto gruppo di iniziative, dalla propaganda alle organizzazioni di massa (cinema, manifestazioni sportive) tese a creare il mito dello stato fascista che ebbe larga rispondenza fra la popolazione. Anche la realizzazione delle opere pubbliche era occasione per grandi manifestazioni di consenso verso il regime con un vasto ricorso alla teatralità.

Nel 1930 venne emanato il codice penale Rocco tuttora in vigore con alcune modifiche, perché non si allontanava dalla normativa liberale, insieme al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS). Negli anni successivi il governo ridusse i suoi interventi normativi. Molto successo ebbero le trasvolate oceaniche del 1931 e 1933 e nel 1935-1936 la conquista dell’Abissinia che portò all’isolamento internazionale dell’Italia e alle sanzioni contro il nostro Paese. Conseguenza di tale politica fu l’avvicinamento dell’Italia alla Germania nazista e quindi nel 1938 alla emanazione di leggi restrittive verso gli Ebrei (Provvedimenti per la difesa della razza italiana) quando Mussolini negli anni precedenti aveva definito l’antisemitismo roba da Medioevo.

Il governo fascista si impegnò nella edilizia popolare e nel 1938 emise il Testo Unico sull’edilizia popolare ed economica. Prima della Seconda Guerra Mondiale si ebbe l’introduzione della Camera dei Fasci e delle Corporazioni che prevedeva la nomina dei suoi membri senza elezioni e che, sebbene formata da fascisti, si contrappose in alcuni casi al governo.

Dopo un periodo contrastato, alla fine su decisione dello stesso Mussolini fu stabilita l’entrata in guerra a fianco della Germania con l’esercito non preparato, dal momento che la spesa pubblica in quegli anni si era orientata verso la realizzazione di infrastrutture in Etiopia. Il fallimento della guerra portò a un abbandono del regime da parte dell’opinione pubblica, dei capi dell’esercito e degli stessi gerarchi fascisti. Si concluse così il ventennio fascista che aveva visto luci e ombre

(gennaio 2026)

Tag: Luciano Atticciati, regime fascista, Opera Nazionale Combattenti, Opera Nazionale Maternità e Infanzia, Opera Nazionale Balilla, Bonifica Integrale, podestà, Riforma Gentile, Battaglia del Grano, Ovra, Quota 90, Carta del Lavoro, Patti Lateranensi, Imi, Iri, Codice Rocco, leggi razziali, governo fascista.