Striyska Street: la Storia si ripete in Ucraina
Un crimine poco conosciuto dell’era sovietica

Una delle pagine meno conosciute ma non meno tragiche e nascoste dal sistema sovietico, è fonte di analisi del regista Kostyantyn Klyatskin e del produttore Serhiy Malyarchuk.

Lo devono grazie ai residenti di Drohobych, nella regione di Leopoli, che hanno suggerito una delle pagine più tragiche della storia della loro città. Non è una prima assoluta, i fatti si conoscevano, erano solo messi poco in evidenza.

L’edificio che oggi ospita il Dipartimento di Fisica e Matematica dell’Università di Drohobych in Striyska Street era stato costruito per il tribunale all’inizio del XIX secolo, quando la maggior parte dell’Ucraina Occidentale era dell’Impero Austro-Ungarico.

Ma pochi giorni dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel settembre 1939, la Polonia fu divisa tra la Germania nazista e l’URSS in base al Patto Molotov-Ribbentrop e Drohobych si trovò dalla parte sovietica.

Quel tribunale di Striyska Street divenne, a quei tempi, sede nel dipartimento regionale dell’NKVD (Commissariato del Popolo per gli Affari Interni), e successivamente dell’NKGB (Commissariato del Popolo per la Sicurezza dello Stato), predecessori del KGB che, come tutte le altre istituzioni simili, aveva una prigione interna.

Gli arresti iniziarono subito dopo l’insediamento del Governo Sovietico. I «nemici del popolo» furono presi, interrogati e poi deportati, o giustiziati. Come ovunque in tutta l’URSS, le esecuzioni avevano avuto luogo all’interno di strutture simili.

56 ragazzi, giovani studenti, furono torturati e uccisi come conseguenza di aver scritto, sui muri di Leopoli, parole di libertà. 13 erano ragazze.

Il 22 giugno 1941, la Germania nazista invase l’URSS bombardando Kyiiv e Minsk e le truppe della Wehrmacht si diressero verso Drohobych e altre città dell’Ucraina Occidentale. Per ordine dell’NKGB, tutti i prigionieri erano divisi in due categorie a seconda della gravità dei loro «crimini»: i meno «colpevoli» venivano trasferiti nei campi degli Urali, della Siberia o del Kazakistan, un tempo appartenente all’Impero Turco; il resto fu oggetto di esecuzione immediata.

Poiché l’esercito tedesco stava facendo un’avanzata molto rapida, le autorità non ebbero il tempo per trasferire i prigionieri. In una sola settimana, più di 1.000 presunte persone «sleali» furono giustiziate nel seminterrato e nel cortile della prigione di Striyska Street.

Durante l’occupazione tedesca di Drohobych, per quasi tre anni, l’edificio servì ancora una volta come tribunale. Le autorità naziste cercarono membri e sostenitori dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN), combattenti e sabotatori clandestini polacchi e sovietici, nonché Ebrei. Poiché i tribunali tedeschi non gestirono cause civili durante quel periodo, non ci furono esecuzioni di massa nel tribunale di Striyska Street.

Nel 1944, quando i Sovietici tornarono a Drohobych, l’edificio ospitò di nuovo il dipartimento dell’NKVD. Ripresero le repressioni, torture ed esecuzioni. Successivamente, questo corpo punitivo cambiò più volte nome fino a essere Comitato per la Sicurezza dello Stato (KGB).

Nel 1959 iniziò il «disgelo di Khrushchev», l’edificio in Striyska Street fu ceduto all’Istituto Pedagogico di Drohobych. Le autorità vietarono severamente qualsiasi lavoro nell’edificio, o scavi nel cortile senza un permesso speciale del KGB.

Era inoltre vietato parlare della sanguinosa storia dell’edificio. Ma la gente del posto ricordava le cose orribili che erano accadute lì e ne parlava segretamente ai suoi figli.

Nel 1990, quando la «perestrojka» di Gorbaciov era in pieno svolgimento in URSS, emersero molti altri fatti sulle rappresaglie comuniste. Su iniziativa dell’organizzazione del distretto di Drohobych, guidata da Myron Buchatsky, con un membro del Consiglio Regionale di Leopoli, e con l’approvazione dell’Istituto Pedagogico Statale Ivan Franko, cominciarono gli scavi fino al 20 agosto 1990.

I membri del Memorial e del People’s Rukh dell’Ucraina, compresi i volontari guidati da Myron Buchatsky ed esperti forensi, riesumarono i resti di 486 persone.

La notizia ricevette copertura mediatica a livello nazionale.

L’11 settembre 1990, l’ufficio del procuratore regionale di Leopoli intraprese un’azione penale. Il 16 ottobre il Governo della Repubblica Sovietica dell’Ucraina istituì una commissione «ad hoc» le cui conclusioni ufficiali recitano: «Le persone i cui resti sono stati ritrovati durante gli scavi nei locali dell’Istituto Pedagogico in Via Striyska 3, appartengono alle vittime delle repressioni del NKVD-NKGB sotto il regime di Stalin, datato 1939-1941».

Fu un caso unico di riconoscimento ufficiale delle repressioni da parte delle autorità sovietiche che pochi mesi dopo lasciarono il passo al nuovo Stato Ucraino.

Alcuni dei resti furono identificati, come quelli di sacerdoti cattolici ucraini, insegnanti e studenti, insieme a uomini e donne comuni. Tutte le vittime erano state torturate.

Il 14 luglio 1991 migliaia di persone, compresi membri di organizzazioni pubbliche, dirigenti di imprese industriali e centinaia di attivisti, si unirono nella piazza centrale di Drohobych per un requiem. Seguì un funerale di massa per le vittime del regime sovietico. I resti furono sepolti in quattro fosse comuni presso il cimitero cittadino.

Ora, tre decenni dopo, in Striyska Street si conservano solo alcuni ricordi della tragedia, ma è stata avviata la costruzione di un complesso commemorativo.

La sua prima sezione, chiamata Drohobych Martyrology, è stata inaugurata nel luglio 2012.

Nel 2018 e nel 2019 furono effettuati nuovi scavi nel giardino del monastero vicino alla prigione di Striyska, che hanno rivelato altri resti umani che probabilmente appartenevano a persone uccise dopo il 1944.

In che modo il tribunale è diventato una casa di tortura e poi un’università? Quali crimini restano nascosti dietro queste mura? Quante vittime del terrore sovietico furono sepolte nel giardino vicino a questo edificio? Come è stata ripristinata la memoria delle vittime innocenti?

Il documentario The Prison on Striyska Street fornisce risposte che sono confermate, tra l’altro, da coloro che hanno avviato gli scavi nel 1990. Include filmati unici e materiali d’archivio, nonché storie raccontate dai parenti delle vittime.

Il film mostra eventi drammatici risalenti a più di mezzo secolo fa, quando fu rivelata l’orribile verità sulla casa delle torture in Striyska Street. Poi, sembrava che una simile tragedia non sarebbe mai più accaduta.

Purtroppo la storia si ripete. Dopo che la Russia ha occupato la Crimea e parte del Donbas nel 2014, numerosi fatti di un nuovo terrore si sono moltiplicati non solo a Sloviansk.

Il famoso centro d’arte Izolyatsiya è stato trasformato in una prigione per perseguire gli attivisti tartari di Crimea.

L’elenco dei crimini della Russia potrebbe continuare all’infinito.

Pochi giorni prima che le truppe russe invadessero l’Ucraina nel febbraio del 2022, i media occidentali hanno rivelato che i servizi speciali russi avevano redatto elenchi di cittadini ucraini da uccidere o mandare nei campi. Pochi credevano che fosse possibile, ma la realtà si è rivelata ancora più spaventosa.

Gli occupanti russi hanno rapito, torturato e ucciso attivisti locali, veterani di guerra del Donbas e funzionari pubblici. Fosse comuni di civili sono state trovate in varie città della regione di Kiev e nella regione di Kharkiv.

Il documentario The Prison on Striyska Street è disponibile su YouTube e ricorda ciò che è accaduto e come oggi si ripete.

(giugno 2025)

Tag: Enrico Martelloni, Striyska Street, era sovietica, Kostyantyn Klyatskin, Serhiy Malyarchuk, Drohobych, Università di Drohobych, Seconda Guerra Mondiale, Patto Molotov-Ribbentrop, tribunale di Striyska Street, NKVD, NKGB, KGB, Governo Sovietico, URSS, Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini, disgelo di Khrushchev, Gorbaciov, Myron Buchatsky, The Prison on Striyska Street, crimini della Russia.