Natale a Pokrovsk: «Carol of the bells»
Nascita ed evoluzione di un canto

«Shchedrik…shchedrik…

Canta la rondine».

Così comincia il testo originale di Carol of the bells, riportato in fondo, di una delle canzoni, per noi di Natale, più celebri al mondo, scritta da Mykola Leonthovich quando visse a Pokrovsk, oggi città ucraina contesa dall’invasore e divenuta simbolo della ormai fallita «Offensiva d’estate» moscovita, che ha lasciato solo a Pokrovsk 15.000 soldati della Federazione Russa sul terreno di combattimento, con la città completamente distrutta.

Carol of the bells, ironia della sorte, fu composta a Pokrovsk in ucraino nel 1916, prima della caduta dell’Impero Zarista. Era l’anno della morte di un altro grande Ucraino: Ivan Franko. Anno prodromo della Prima Repubblica di Ucraina che resse fino al 1921, anno in cui nella notte tra il 22 e il 23 gennaio Leonthovich fu ucciso a 43 anni a colpi di pistola nella casa di famiglia da Viktor Griscenko, agente della CEKA, poi NKVD, l’organizzazione segreta di Dzerzinskij che sostituì quella zarista, Ochranca, che a sua volta aveva sostituito quella del Tartaro Ivan IV Grozny, celebre Ivan il Terribile, che si chiamava «Opricnik» di Maliuta Scuratov, l’equivalente di Beria del KGB.

Mikola era nato a Monastyrok il 13 dicembre 1877, da una famiglia greco-cattolica di cui il padre era prete, aveva studiato violoncello e violino e da teologo si era trasferito prima a Kyiv e poi a San Pietroburgo come altri grandi Ucraini in precedenza, Gogool e Taras Shevchenko, a esempio, quando la neo lingua di Mosca non aveva più di 120 anni di vita ed era diffusa solo tra la classe statale della borghesia, la classe media meno abbietta dell’Impero.

Leontovych divenne apprezzato compositore di opere corali e religiose in ambito popolare in tutto il Paese, quando in Pokrovsk compose il canto Shchedryk, titolo ottimistico e portatore di auguri e prosperità. Come altre composizioni, era rivolto a tutti in genere, ma in particolare agli agricoltori e allevatori ucraini che erano una gran parte della popolazione: i Kurkuli, come in realtà si chiamava quella ricca e orgogliosa classe ucraina di contadini, che non voleva essere espropriata dei propri beni in favore dei Kolkoz e che Stalin si ostnava a chiamare Kulaki come i Russici, il cui significato vuol dire «pugno», cioè coloro che picchiavano chi non lavorava nei campi imponendo con la forza la loro volontà. Cosa ben diversa, appunto, dai Kurkuli Ucraini che avevano una organizzazione sociale completamente differente, basata sul rispetto dei lavoratori senza implicazioni di classe. È per questo motivo che i canti popolari di Leonthovich come, tra le altre, le poesie di Lesia Ukrainka furono e sono tuttora conosciutissime dagli Ucraini.

Il testo parla di una rondine che annuncia i buoni frutti della primavera, l’ottimismo del buon raccolto e delle gioie nate dell’allevamento.

Questo canto ucraino, sarà ripreso negli anni Trenta e adattato da Peter Wilhousky, Ucraino di Passaic, compositore e direttore d’orchestra naturalizzato statunitense, fuggito durante l’avvento sovietico, come Rachmaninov e Stravinskij, altri più celebri compositori.

Così Shchedrik, canto popolare, si trasformò in canto natalizio: con Carol of the bells, Leonthovich uscì dal suo anonimato, però solo pochi anni fa, almeno in Italia. L’oppressione zarista e poi sovietica aveva allora, come ancora oggi, sempre cercato di nascondere, o falsificare eventi e storia dell’Ucraina per motivi di prestigio. Leonthovich non avrebbe mai immaginato di diventare così famoso, come noi non avremmo mai immaginato che questo canto natalizio fosse in origine ucraino né tanto meno avesse avuto origine da Pokrovsk, città oggi famosa per i tristi eventi della guerra, perché come per la poetessa poliglotta Lesia Ukrainka e Taras Shevchenko, molto era rivolto al mondo agricolo e al suo prestigio.

«Shchedriyk…Shchedryk…».

Testo:

«Shchedryk.. shchedryk…

Rondinella è venuta.

È arrivata e ha iniziato a cantare:

vieni, vieni, padrone, guarda il tuo gregge: là un agnellino è nato, il tuo bestiame è tutto sano, hai ricchezza eccome! La tua moglie è bella vita, nulla manca nella sua casa. Così tanti beni avrai, tanta fortuna incontrerai».

E invece, proprio in quel 1921, ci sarà il primo dei tre Holodomor causati dall’aggressione di Lenin alla neo Repubblica di Ucraina provocando milioni di morti per fame e soffocando quella Rada, Parlamento, ai primi anni caotici di indipendenza e libertà.

L’Ucraina perse così la sua memoria in quegli anni terribili, dove non solo Leonthovich fu assassinato, ma vi fu la deportazione nell’arcipelago delle Solovky di migliaia di maestri e professori, intellettuali in genere, di lingua ucraina. E questo è uno dei grandi errori di raccontare la russofonia in Ucraina perché questa fu imposta con gli ukaze, o editti, e lo sterminio contro questo Paese e popolo.

(gennaio 2026)

Tag: Enrico Martelloni, Natale a Pokrovsk, Carol of the bells, Shchedrik, Mykola Leonthovich, Viktor Griscenko, CEKA, Peter Wilhousky.